Melideo e Marinelli nell’Udc con la benedizione di Cesa

CHIETI. È stato il segretario nazionale del partito, Lorenzo Cesa, a benedire l’ingresso nell’Udc dei due consiglieri comunali, Roberto Melideo (ex assessore teatino con la precedente giunta Di...
CHIETI. È stato il segretario nazionale del partito, Lorenzo Cesa, a benedire l’ingresso nell’Udc dei due consiglieri comunali, Roberto Melideo (ex assessore teatino con la precedente giunta Di Primio) e il penalista di Roccamontepiano, Corradino Marinelli.
Cesa è arrivato ieri mattina a Chieti per la conferenza stampa al Caffè Vittoria accompagnato dal segretario regionale Enrico Di Giuseppantonio e da quello provinciale Andrea Buracchio. Ad attenderlo erano in tanti. Soprattutto ex dc come Mario Amicone, oltre ai coordinatori di L’Aquila, Pescara e Teramo. In prima fila schierati c’erano anche gli amministratori comunali Udc, dall’assessore Antonio Viola, ai consiglieri Mario De Lio e Clara Ricciardi, mentre il consigliere Marco Russo si è affacciato rimanendo in fondo alla sala, come a testimoniare la poca compattezza che vive in questo momento il gruppo comunale dell’Udc. Come dimostrano spesso i voti all’interno del consiglio comunale, da una parte ci sono Russo e la Ricciardi mentre dall’altra il capogruppo De Lio, da tempo molto critico nei riguardi dell’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio.
«La scelta di aderire all’Udc non è stata casuale. È un partito nel quale mi identifico per la sua cultura politica e nel quale voglio portare la mia esperienza e le mie nostre idee», ha detto Melideo, seguito da Marinelli con un intervento simile.
La conferenza si è conclusa con l’intervento del segretario nazionale, Cesa: «Mai come adesso c’è bisogno di tornare a far politica. E noi ne siamo capaci: lo dimostra la nostra storia e lo dimostrano gli uomini che hanno fatto grande il nostro Paese. Il populismo sta riasfaltando la strada ai movimenti, alla cultura e ai partiti tradizionali, capaci d’interpretare le esigenze della gente e di saper dare delle reali risposte. Esiste un grande problema in Italia, e che nessuno ha il coraggio di affrontare: nell’ultimo anno hanno lasciato il nostro paese 220mila giovani italiani. Non possiamo più permetterci di perderne altri», ha concluso Cesa.

