Melilla ai ministri: salvate la gloriosa Thales

11 Gennaio 2015

La fabbrica dello Scalo prende il volo per Sesto Fiorentino? Interrogazione del deputato di Sel

CHIETI. I posti di lavoro alla Thales sacrificati a vantaggio della sede centrale di Sesto Fiorentino. E' questo il j'accuse del deputato di Sel Gianni Melilla che torna a parlare dello stabilimento teatino del gruppo Thales con sede centrale a Parigi in un'interrogazione ai ministri di Lavoro e Sviluppo economico.

Dopo aver sottolineato che «nella Thales di Chieti Scalo, che è uno dei cinque stabilimenti italiani della multinazionale francese, si effettuano lavorazioni di alta tecnologia nel campo della difesa, sicurezza e protezione civile» e che il laboratorio del polo teatino «ha all’attivo il deposito di quindici brevetti e la pubblicazione di almeno cinquanta articoli scientifici sulle più importanti riviste del settore, conta almeno 150 tesi di laurea e dieci dottorati di ricerca e ha partecipato a progetti di ricerca internazionali con istituti come il Cnr e la Fondazione Bordoni in Italia, l'Istituto Fraunhofer in Germania e l'Istituto Celar in Francia», il deputato abruzzese di Sinistra ecologia e libertà esprime il forte il timore di «un accorpamento di tutte le attività della Thales Italia nel solo stabilimento di Firenze, con molteplici conseguenze: la perdita di competenze e la distruzione di un know-how, oltre all’impoverimento del territorio e dell’economia locale poiché i dipendenti non potranno essere evidentemente disposti ad un trasferimento di 500 chilometri, qualora questa fosse l’unica soluzione possibile. In particolare», prosegue e conclude il parlamentare Melilla, «si evince un netto segnale volto a proteggere il lavoro nella sola sede di Sesto Fiorentino che, al contrario ha incrementato il suo organico nell’ambito delle funzioni centrali, nonostante la netta flessione degli ordini». (f.b.)