Menapace, la partigiana che difende la Costituzione

13 Giugno 2016

CHIETI. La ricordano tutti come una staffetta partigiana, ruolo che effettivamente ricoprì a rischio della vita, ma in realtà Lidia Menapace è stata una “partigiana combattente col grado di...

CHIETI. La ricordano tutti come una staffetta partigiana, ruolo che effettivamente ricoprì a rischio della vita, ma in realtà Lidia Menapace è stata una “partigiana combattente col grado di sottotenente”. È così che si è presentata sabato scorso nell’incontro organizzato alla libreria De Luca dal comitato del No al referendum costituzionale di cui è illustre portabandiera. «Sarà che le donne partigiane le chiamano sempre e solo ‘staffette’, ma io in verità ho ricevuto il grado di sottotenente. Ero anche una staffetta, con la mia bicicletta trasportavo messaggi, stampa clandestina e pure bombe, ma non ero solo quello. E poi ‘staffetta’ è pur sempre un aggettivo diminutivo…”.

Una delle voci più autorevoli del movimento femminista italiano, insegnante, scrittrice, eletta in Senato con Rifondazione e membro del comitato nazionale Anpi (Associazione partigiani), la 92enne novarese non sembra perdere un colpo nell’incontro organizzato dal comitato teatino del No, presieduto da Rita De Petra.

È stata proprio la De Petra a condurre l’incontro insieme a Michele Di Conso e Annarita Mastrangelo, che hanno letto brani dei suoi libri, e ad Anna Schettini che ha eseguito canzoni partigiane. Le ragioni del no al referendum hanno spesse volte ceduto il passo al racconto di una vita spesa all’insegna di spirito critico e coscienza politica, abitudini apprese in famiglia. «Manomettere la Costituzione è un delitto stupido», ha detto la Menapace, anche se lei stessa cambierebbe qualcosa, a partire dall’articolo 7, quello sul concordato.

A conclusione dell’incontro c’è stato un saluto particolare con un’anziana signora seduta tra il pubblico: «Sono stata anche io partigiana», ha detto alla Menapace l’ottantaseienne Rita Antonucci, «mio padre era uno dei comandati della Banda Palombaro». Appresa la notizia, la Menapace si è alzata per stringere la mano alla Antonucci e salutarla con un affettuoso bacio.(ai.)