Menichelli è cardinale I fedeli teatini lo salutano

5 Gennaio 2015

L’annuncio del Papa accolto con gioia dalla città dove ha vissuto dieci anni Cucullo: farà del bene. Santoro: è vicino alla gente. Antonelli: è uno di noi

CHIETI. Indimenticabile. Come quella volta che prese la macchina e guidò da solo fino in Trentino per andare a salutare i ragazzi dell’Azione Cattolica radunati lì per l’annuale campo scuola. Così don Edo, come in tanti a Chieti chiamano con affetto monsignor Edoardo Menichelli, è rimasto nel cuore di un pezzo d’Abruzzo che ora saluta con gioia l’annuncio della nomina a cardinale. La notizia è arrivata all’Angelus di ieri. Papa Francesco ha annunciato l’arrivo di 20 nuovi porporati. Tutti stranieri, provenienti dalle più remote parti del mondo, eccetto due italiani, tra cui l’arcivescovo di Ancona-Osimo, già arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Menichelli. Sarà creato cardinale il 14 febbraio, nel secondo Concistoro di Papa Francesco. Nel suo primo Concistoro, lo scorso 24 febbraio, il pontefice aveva fatto cardinale un altro ex arcivescovo di Chieti, monsignor Loris Capovilla, che però avendo superato gli 80 anni, al contrario di Menichelli, non potrà prendere parte al conclave in caso di elezione di un nuovo Papa. La notizia ha avuto grande eco nel capoluogo teatino dove Menichelli arrivò, fresco di nomina vescovile, nel 1994. Al vice presidente diocesano della sezione Adulti dell’Azione cattolica, Antonello Antonelli, è tornato subito in mente l’episodio dei chilometri di strada macinati alla guida solitaria della sua Punto grigia per raggiungere il Trentino: «Eravamo al campo scuola e non potevano crederci quando abbiamo visto l’arcivescovo arrivare da noi», ha ricordato Antonelli, «venne per dire messa e partecipare a uno dei nostri classici tornei di biliardino. E ci sapeva pure fare a quel gioco. Noi tutti ricordiamo don Edo con molto affetto per la sua simpatia, apertura e dinamicità». Monsignor Menichelli restò per un decennio alla guida dell’arcidiocesi teatina. Dieci anni in cui ha provveduto a riformare gli aspetti economico-amministrativi della diocesi, rilanciando sotto molti profili la vita pastorale. Erano gli anni del sindaco Nicola Cucullo che nel giorno della sua nomina a cardinale gli dedica auguri speciali, alla cuculliana maniera: «Gli auguro di fare bene il cardinale come io ho fatto bene il sindaco», ha detto Cucullo dalla casa di riposo “Il Parco” di Pennapiedimonte, «abbiamo sempre avuto rapporti cordiali. Se si ricorda di me, mi venisse a trovare, lo accoglierei a braccia aperte». Tra i più stretti collaboratori di allora c’era anche don Piero Santoro, attuale vescovo di Avezzano. «La nomina cardinalizia è il riconoscimento di un credente, di un sacerdote e di un vescovo innamorato di Dio e della sua Chiesa», è il ricordo del vescovo, «Menichelli è uomo di profonda umanità e capacità di testimoniare con il cuore una Chiesa non ripiegata su se stessa ma in crescita verso le periferie dell’esistere». «Dei due anni vissuti a contatto con lui come segretario particolare porto con me un’esperienza forte», ha detto don Gianfranco Travaglini, parroco della concattedrale di Vasto, «sono stati anni spesi all’insegna di una fede vissuta in pienezza». «Ricordo in particolare una visita pastorale che Menichelli fece quando ero parroco del piccolo centro di Altino», ha detto infine don Sabatino Fioriti, ora parroco di San Martino a Chieti, «l’arcivescovo decise di fermarsi a pranzo con i bambini delle scuole e poi restò anche a dormine in parrocchia, tutto sempre con grande umanità e carica instancabile. Qualità che lo facevano subito amare da tutti».