Meningite, le dosi sono esaurite In coda cinquecento cittadini

Siamo entrati nel centro di via Valignani: maxi fila e poco personale, qualcuno chiama i carabinieri La sicurezza costa cara: si spendono più di 160 euro di ticket per il siero contro il ceppo B
CHIETI. "Vaccino tetravalente per meningite ACWY esaurito". C'era scrittocosì, ieri mattina, sopra un cartello affisso sulla porta principale del centro di vaccinazione in via Valignani, nel vecchio ospedale. Il panico meningite è scoppiato anche a Chieti e i cittadini prendono d'assalto gli ambulatori. Ieri almeno in 100, tanto che una signora arrivata da Casacanditella non riesce a vaccinarsi e minaccia medici e infermieri di chiamare i carabinieri. Le dosi non bastano per tutti: «Chi ha i soldi riesce a vaccinarsi, ma chi non li ha resta senza», ammette il dottor Filippo Di Paolo, mentre continua a lavorare senza tregua. Negli ultimi tre giorni nel Centro dell'ex ospedale si sono vaccinate circa 350 persone, 500 nell’intera Asl, ma i costi per evitare la meningite sono sempre più alti: «Per vaccinarsi contro il ceppo di tipo B ogni dose costa 81,30 euro, usufruendo del ticket. È il costo più alto. Perché di dosi se ne devono somministrare almeno 2" continua Di Paolo. Fino a che ieri, in via Valignani, intorno alle 10 i vaccini anti-meningite finiscono: «Chi non è riuscito a vaccinarsi oggi», dice una mamma che aspetta fuori dagli ambulatori, «sta prendendo appuntamento per i prossimi giorni». Lei attendeva la vaccinazione contro la varicella per il figlio di 20 mesi. Il sovraffollamento del Centro, però, ha creato anche ulteriori disagi: «Molti pazienti provengono da paesi limitrofi», dice la dottoressa Sandra Guerrini, «perché le dosi non bastano. Non possiamo eseguire somministrazioni a chi proviene da sedi non di nostra competenza». Ma alcune eccezioni ci sono, come per chi studia, da fuori sede, in città.
«Lunedì mattina abbiamo avuto circa 180 pazienti, mentre martedì sui 160. Sono arrivati anche da Guardiagrele, ma purtroppo non possiamo vaccinarli tutti e subito», continua la Guerrini. Contando anche che «il vaccino contro la meningite resta facoltativo, per cui non vi è obbligo immediato di intervenire da parte dei medici», aggiunge Di Paolo, che dice: «In tutto l'arco del 2015 abbiamo fatto 150 vaccini contro la meningite. Solo in due giorni più di 200. Ci hanno promesso altre 100 dosi necessarie da Vasto, anche perché le case farmaceutiche riapriranno il 9 gennaio. Entro la metà del mese potremo ricaricare al meglio le scorte». La cui quantità stavolta non si è potuta prevedere, tanto è stato il numero di persone accorse negli ambulatori.
Per il momento in via Valignani sono state recepite le prenotazioni di chi vuole vaccinarsi: «Richiameremo non appena i vaccini saranno disponibili», ricorda la Guerrini. In ogni caso i medici rassicurano: «C'è un allarmismo ingiustificato, statisticamente i casi di meningite sul territorio locale e nazionale restano nella media degli ultimi anni. Bloccare la paura è difficile. Ma bisogna capire che per contrarre un malattia rara come questa bisogna stare a contatto continuativo e diretto con chi già ne è affetto», tranquillizza sempre Di Paolo.
Uno il vero problema che resta: la mancanza di personale negli ambulatori: «A livello regionale non si assume più. E alcuni Centri come quelli di Francavilla o di Sambuceto non sono a norma. Se ci andassero i Nas li farebbero chiudere», dicono alcune infermiere. Infine la Guerrini: «Non siamo in un ufficio postale. Con le persone dobbiamo parlare, qui vengono bambini di pochi mesi e non possiamo sopperire da soli alla mancanza di organico, soprattutto in una situazione di allarmismo esagerato come questa. Servono nuove assunzioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

