Menna: città a rischio, ci vuole protezione
Il sindaco scrive al ministero dell’Interno. Il centrodestra: basta con il buonismo di questa giunta
VASTO. La città è terrorizzata. Il sindaco Francesco Menna è stato fra i primi a contattare i responsabili della banca esprimendo la propria solidarietà a dipendenti e clienti. Il primo cittadino è poi andato sul posto per verificare l’accaduto. Menna è tornato a chiedere al ministero degli Interni un’adeguata protezione per la sua città. «Quello che accade dimostra quanto sia importante avere una Procura in città. L’amministrazione comunale ha potenziato il comando vigile e la videosorveglianza. Abbiamo dato alle forze dell’ordine in pensione una sede per meglio operare come volontari. Lo Stato, però, deve riportare Vasto sull’agenda delle località a rischio e che hanno bisogno di maggiore protezione», ha commentato Menna.
La città è spaventata e le associazioni di categoria dei commercianti sono indignate. Così pure l’opposizione consiliare. «Siamo stanchi di chiedere consigli straordinari. Questa è un’amministrazione timida e molliccia», sostengono Davide D’Alessandro, Alessandro D’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi e Vincenzo Suriani, «il problema della sicurezza si risolve con un uso massiccio di forze dell’ordine in un pericoloso contesto di confine. Basta con il buonismo. Basta minimizzare, basta tavoli inutili, basta promesse non mantenute. La comunità è scossa e non c’è cittadino che percepisca il senso di sicurezza. A forza di dire, da Luciano Lapenna in poi, che Vasto non è Beirut, siamo diventati terra di scorribande, di assalti e di conquista». I consiglieri di minoranza hanno protocollato una richiesta urgente di consiglio comunale straordinario sulla sicurezza. «Non per chiacchierare», specificano, «ma per chiamare l’amministrazione Menna e chi ha potere di legiferare, alle proprie responsabilità. Beirut non è Vasto».
«La rapina alla banca Bper di via San Michele», scrive Marco di Michele Marisi, responsabile di Giovani in Movimento, «è la seconda nel giro di sette mesi. Il fatto denota ancora una volta come non sia per nulla terminata quella che non abbiamo mai avuto timore di definire una vera e propria emergenza sicurezza. Il fatto che questa città sia molto vulnerabile, è stato in tutti questi anni sottovalutato sia dalle amministrazioni comunali che si sono sempre affrettate a sminuire quello che è un vero e proprio fenomeno dilagante, sia dal prefetto di Chieti Antonio Corona che a Vasto è venuto speso soltanto per ribadire che le nostre voci di protesta erano esclusivamente infondati allarmismi». ha attaccato di Michele Marisi. (p.c.)
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