Menna e i requisiti per le deleghe «Bravura, consenso e territorio»

27 Dicembre 2021

In attesa che nel 2022 si delinei il ripristino della giunta, il neo presidente pensa agli incarichi interni «C’è anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza sul quale avremo un ruolo importante e strategico»

CHIETI. Dopo la pausa natalizia, il sindaco di Vasto Francesco Menna, neopresidente della Provincia, è già al lavoro per definire la nuova amministrazione provinciale. La giornata di ieri, Santo Stefano, è stata dedicata all’ascolto degli eletti e dei referenti politici della coalizione che lo hanno portato alla vittoria. Insieme a loro il presidente vuole fissare i primi passi della nuova amministrazione uscita dalle urne di giovedì scorso e da quelle di sabato 18.
Il doppio voto causato da un errore nella consegna delle schede elettorali, sebbene fortemente contestato dalla minoranza che ha anche fatto ricorso al Tar, si è chiuso con una netta vittoria del centrosinistra. Anzi, dal punto di vista politico, la coalizione ha centrato una vittoria più ampia di quella che aveva avuto nella precedente amministrazione con Mario Pupillo presidente. In questa tornata, infatti, il divario tra Menna e il suo avversario, il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, è stato più ampio della scorsa volta e questo ha permesso alla coalizione di centrosinistra di acquistare un consigliere provinciale in più, con la minoranza che, di conseguenza, ne ha perso uno. Mentre con Pupillo in consiglio provinciale sedevano 6 consiglieri di maggioranza e 6 di minoranza, ora la maggioranza è composta da 7 consiglieri e l’opposizione da 5 consiglieri. A Menna sono, infatti, andati 50.841 voti ponderati, a Paolini 35.025 voti calcolati sempre con il sistema di ponderazione. Il sistema del voto ponderato parte dal principio per cui non tutti i voti sono uguali. Essendo una elezione di secondo livello, infatti, gli elettori sono soltanto sindaci e consiglieri dei 104 comuni della provincia, ma i voti degli amministratori dei centri più grandi, rappresentando più residenti, valgono di più di quelli degli amministratori dei comuni più piccoli. Il sistema di ponderazione, dunque, non fa altro che assegnare un indice di ponderazione a ciascun singolo voto.
In termini di voti singoli, Menna ha ottenuto 572 preferenze e Paolini ne ha avute 369. «Insieme agli eletti e all’intera coalizione», ha detto ieri il neo-presidente, «decideremo innanzitutto la data della presentazione dei nuovi consiglieri e poi penseremo a come costituire la squadra di governo. Voglio iniziare a lavorare da subito e per prima cosa voglio anche conoscere personalmente l’intera macchina amministrativa dell’ente».
Nell’arco del 2022 in Provincia potrebbe tornare la possibilità di affiancare il presidente con una giunta di tre componenti, anche esterni. Per ora, però, non essendoci la possibilità di costituire una giunta, Menna sta pensando a una serie di deleghe da dare. Le più pesanti sono quelle ai lavori pubblici, alla viabilità e all’edilizia scolastica. Ma importante è anche la nuova delega al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, «su cui», dice il presidente, «la Provincia avrà un ruolo importante e strategico». Poi ci sono le deleghe al patrimonio, alla fiscalità, ai rapporti con Regione e governo, a quelli con il consiglio provinciale, a quelli con i Comuni, ai bandi europei e alla facilitazione delle procedure amministrative.
«Ho intenzione di ripartire le deleghe in base a diversi principi», spiega Menna, «la competenza, il consenso elettorale e l’equilibrio territoriale». Da assegnare c’è anche la vicepresidenza, che potrebbe tornare ad Arturo Scopino, vicepresidente uscente e consigliere più votato del centrosinistra. Con grande probabilità ci sarà anche un ruolo importante per Filippo Di Giovanni, espressione della città capoluogo di provincia. (a.i.)
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