Menna: San Pio “casa di riposo” tolti reparti e attività chirurgiche

9 Novembre 2020

Il sindaco di Vasto contro la “rimodulazione” annunciata dalla Regione: siamo senza risorse né garanzie Il comitato civico incontra il dg Asl: chiesti i concorsi per primari e l’uso momentaneo del presidio di Gissi

VASTO. I contagi crescono e il Covid-19 ha messo a nudo la fragilità della sanità del Vastese. L’adeguamento dell’ospedale San Pio deciso dalla Regione non piace affatto al sindaco Francesco Menna e il comitato “Io sto con l’ospedale” suggerisce al direttore generale Asl, Thomas Schael, di utilizzare anche il presidio di Gissi a supporto del San Pio.
IL SINDACO. «Una gigantesca casa di riposo per pazienti Covid, senza ne risorse né garanzie per i lavoratori». Il sindaco di Vasto non usa giri di parole per descrivere la trasformazione del San Pio voluta dalla Regione. «Un ospedale senza interventi chirurgici non è più un ospedale», dice Menna e annuncia battaglia. «Il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore alla sanità Nicoletta Verì, affermano di aver rimodulato i reparti per rispondere meglio all’emergenza Covid, ma hanno cancellato le “aree grigie” destinate ad accogliere pazienti sospetti. Contraddicendo quanto deciso in precedenza, hanno stabilito di ridare i posti alla Medicina e alla Geriatria, annullando i posti letto di Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Urologica e Otorino. In pratica non si opera più e i lavori di ristrutturazione dei reparti che hanno subito i crolli non vedono la luce da mesi. A Medicina ridaranno a breve 28 posti letto, ma hanno tolto un medico e non c’è nuovo personale. Milioni di euro per l’ospedale Covid di Pescara che, a questo punto, non si sa a cosa servirà, mentre quello di Atessa, che doveva essere presidio Covid, non si capisce ancora cos’è diventato. In pratica l’ospedale di Vasto è ospedale Covid senza ne risorse né garanzie per i lavoratori», accusa Menna.
#IOSTOCONLOSPEDALE#. Il Comitato “Io sto con l”ospedale” nel frattempo ha incontrato il manager Asl,Schael, denunciando la difficoltà in cui si trova a operare il settore chirurgico (ma non solo quello) per effetto del coronavirus nel Vastese e della concomitante esecuzione dei lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’ospedale. «In considerazione di un probabile aumento dei contagi», dicono Giuseppe Tagliente, Arnaldo Tascione, Antonietta Ottaviano e Raffaele Villani, «che potrebbe “intasare” il San Pio e portare al blocco totale degli interventi, abbiamo proposto di tornare a utilizzare momentaneamente l’ospedale di Gissi come struttura di supporto, spostando lì i pazienti stabilizzati di Medicina e di Geriatria. La decisione, da assumere con la Regione, consentirebbe di riguadagnare ambienti e posti letto senza interrompere le attività chirurgiche o di day surgery». Sui concorsi per i posti di primario di Cardiologia e Medicina, il comitato ha insistito per l’attivazione in tempi brevi delle procedure selettive anche della Chirurgia, non appena il dottor Lanci andrà in pensione e per il primario del Pronto soccorso.
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