Menna: solo falsità sul bando per i disabili

30 Maggio 2017

Il sindaco alla minoranza: io non istruisco concorsi ed è grave speculare su vicende come questa

VASTO. Ha ribadito la piena legittimità degli atti e annunciato di aver dato mandato all’avvocatura comunale «di valutare ogni azione legale idonea a ristabilire la verità e rimediare al danno d’immagine subito». Il sindaco Francesco Menna non ci sta a finire sulla graticola per il bando riservato ai disabili che tra i requisiti di ammissione prevede, pena l’esclusione, il possesso della patente B. Un avviso diventato un caso nazionale e destinato ad avere anche qualche strascico penale. «Questa conferenza stampa nasce dalla necessità di ristabilire la verità su una vicenda che è servita solo a generare confusione, false informazioni, contrapposizioni fondate sul nulla», ha esordito Menna, «ritengo sia stato infangato, gratuitamente e solo per mero opportunismo politico, il nome di Vasto. È una vergogna».
Scendendo nello specifico il sindaco ha spiegato i motivi per i quali l’avviso è da ritenersi a norma di legge. «Ci tengo a precisare che un sindaco non istruisce i bandi», ha sottolineato il primo cittadino, «anzi qualora avesse un ruolo attivo in quella fase procedimentale si configurerebbero per lui gli estremi del reato di abuso d’ufficio. In seguito alle segnalazioni ho fatto controllare, com’è mio dovere, l’avviso pubblico, verificandone la regolarità tecnica. Alla categoria B3, addetto alla registrazione dati/collaboratore amministrativo-contabile, afferiscono numerose mansioni tra cui quello di addetto alla corrispondenza e di messo notificatore, figura professionale di cui il Comune è sprovvisto. È evidente», ha proseguito Menna, «che l’appartenenza alle categorie delle persone disabili anche dei non vedenti e dei non udenti o affetti da mutismo o da handicap intellettivo, risultano incompatibili con i requisiti di ammissione richiesti, in quanto tali condizioni comportano inidoneità allo svolgimento delle mansioni proprie del posto da coprire, anche se l’ampia categoria dei disabili comprende tali categorie». Documenti alla mano, il capo della giunta ha anche portato ad esempio altri comuni che hanno inserito il requisito della patente B nei bandi riservati alle categorie protette. «Speculare politicamente su vicende come queste è, a mio parere, istituzionalmente grave», ha concluso il sindaco, riferendosi ai consiglieri comunali di minoranza.
I quali, dal canto loro, non mollano la presa e annunciano altre iniziative. «La nostra battaglia per far correggere questo bando indegno, insieme alle forze politiche di opposizione, non finisce qui», affermano dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia-An. (a.b.)
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