Meno abitanti in centro storico, ora crollano i prezzi delle case

10 Ottobre 2021

Lo studio dai dati dell’Agenzia delle Entrate: «Gli immobili perdono valore con il calo demografico» Riduzioni fino a 390 euro al metro quadrato. Ma nei comuni limitrofi adesso accade il contrario

CHIETI . Lo spopolamento del centro storico di Chieti ha ripercussioni anche sul valore degli immobili. Crollano i prezzi delle case: lo dimostrano i dati dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui nella zona centrale della città c’è stato un decremento netto di valore di 390 euro al metro quadro nel giro di 14 anni. Una statistica significativa che va di pari passo con il calo demografico che si è registrato negli ultimi anni. Lo studio ripreso dal Comune di Chieti racconta che in quindici anni la parte alta della città ha perso quasi un terzo di quella che era la sua popolazione nel 2000. Ma non solo: la città vede l’abbandono delle proprie abitazioni mentre nelle zone agricole dei comuni dell’area metropolitana Chieti-Pescara si registra un fenomeno di costante consumo di suolo per far fronte alla richiesta di costruzione di nuove abitazioni.
La conseguenza? Per comprendere l’entità di una simile inversione nella scelta abitativa all’interno della stessa area metropolitana, si può fare riferimento all’andamento dei prezzi medi di vendita al metro quadro delle abitazioni. Per fare un esempio pratico dei dati riportati dall’Agenzia delle Entrate e ripresi anche nello studio vagliato dall’amministrazione comunale, «la zona centrale di Chieti ha visto dal 2006 al 2020 un decremento netto di valore, passando da 1.740 a 1.350 euro, mentre la frazione Villa Oliveti del Comune di Rosciano, zona agricola limitrofa a Chieti scalo, ha visto una forte urbanizzazione negli ultimi 10 anni». Tant’è che, sempre secondo questi dati, «ha quasi raddoppiato il valore, passando nello stesso periodo da 690 a 1.300 euro».
Lo studio spiega anche le ragioni di questa perdita di popolazione e del conseguente abbandono del “già costruito” a favore della richiesta di nuove abitazioni in zone agricole limitrofe. «La zona alta della città, pur essendo storicamente la più interessante da un punto di vista paesaggistico, storico, artistico, essendo l’unica dell’area metropolitana ad avere edifici di pregio, non è attrattiva per i potenziali nuovi abitanti», viene sottolineato. «Seppur importante realtà ad ovest dell’area metropolitana, appare questa scollegata, soprattutto per scarsa interconnettività, in termini di mobilità e carenza di servizi». Ma c’è di più perché «a questo si è aggiunta, nel corso degli anni, proprio a causa della scarsa interconnettività della parte alta, la progressiva diversa dislocazione, anche di servizi di pubblica utilità. Il polo universitario, l’ospedale, la sede della Camera di commercio Chieti-Pescara, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate», conclude lo studio, «sono solo alcune delle realtà che hanno visto il trasferimento della propria sede dalla città alta allo Scalo».
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