Meno concessioni sulla spiaggia

8 Aprile 2020

Ortona. La giunta stabilisce le linee guida ma gli ambientalisti non sono convinti

ORTONA. Nonostante l’emergenza non si ferma l’attività amministrativa del Comune di Ortona e in vista dell’estate la giunta ha approvato una delibera di indirizzo in cui sono redatte le linee guida per il nuovo bando delle concessioni balneari stagionali.
Partendo dalle criticità dello scorso anno e in linea con una politica di tutela e salvaguardia dell’ambiente e delle specificità in termini di flora e di fauna riguardanti la zona nord del litorale, l’esecutivo ha stabilito che si dovranno mettere a bando solo 5 concessioni balneari e non più 10 come lo scorso anno da piano demaniale del 2011. Tre concessioni sono rimaste sostanzialmente come erano poiché non si trovano su aree con presenza di vegetazione dunale, così come suggeritoci anche dall’associazione ambientalista Torre Foro, mentre due sono state ridisegnate in modo da non interferire con le aree dunali utilizzando la possibilità di disegnarle in larghezza fronte mare invece che in profondità. «Abbiamo utilizzato tutte le tutele del caso», dice il vicesindaco e assessore al demanio Vincenzo Polidori, «anche grazie al contributo importante della Soprintendenza, dell’ufficio demanio e del comandante di porto, prendendo ad esempio altre realtà come il Salento in cui si è fatto un lavoro attento di sviluppo controllato e sostenibile».
La Stazione Ornitologica Abruzzese però protesta: «La diminuzione del loro numero non deve trarre in inganno, perché la delibera prevede di estendere in senso laterale fino a 100 metri l'ampiezza fronte-mare delle concessioni, quindi di fatto raddoppiando l'area occupata. A parte le concessioni "storiche", che occupano aree meno vulnerabili, non si capisce perché continuare a cercare di sottrarre zone di fondamentale importanza per il fratino e di spiaggia libera per i cittadini», afferma l’associazione ambientalista. «Il fratino non ha bisogno solo di un punto dove porre il nido. Si alimenta sul bagnasciuga. Quindi alla fine la scelta del Comune non farà altro che restringere a dismisura la spiaggia libera per un tratto lunghissimo aumentando il disturbo per una delle specie più a rischio dell'avifauna europea». (a.s.)
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