Mensa, ancora ritardi I pasti arrivano alle 15

15 Ottobre 2020

Dopo l’incontro con il sindaco Ferrara non tutti i problemi sono stati risolti Ieri nuove criticità per il servizio nel plesso del Villaggio Celdit a Chieti Scalo 

CHIETI . Ancora pasti arrivati in ritardo sui banchi degli alunni delle scuole teatine. Ieri, al secondo giorno del servizio di refezione scolastica, in alcuni plessi la situazione è tornata alla normalità, in altri invece i bambini hanno iniziato a mangiare alle 15. Nonostante l’incontro in Comune alla presenza del sindaco Diego Ferrara, che ha cercato di capire come superare le criticità del primo giorno, anche ieri non tutto è filato liscio. In particolare il problema si è riproposto nel plesso del Villaggio Celdit che fa parte dell’istituto comprensivo 4 di Chieti scalo. Il comprensivo 4, diretto dalla nuova preside Elvira Pagliuca, era quello che lunedì scorso aveva avuto i maggiori problemi con la mensa: pasti con 45 minuti di ritardo nelle scuole d’infanzia Celdit, Selvaiezzi e Madonna delle Piane, alle elementari Selvaiezzi i bambini della prima avevano iniziato a mangiare alle 14, alle elementari di via Bosio il furgone con i pasti era arrivato alle 14 mentre il primo turno era previsto alle 12.30, e alla primaria del Villaggio Celdit alle 13.30 era arrivato solo il secondo.
Senza contare i problemi con le diete per bambini a rischio shock anafilattico che non sono arrivate oppure sono state consegnate in plessi diversi. Lunedì ci sono stati problemi anche al comprensivo 1 presieduto da Grazia Angeloni che ieri abbiamo incontrato per vedere se le cose fossero migliorate. «Oggi i pasti sono arrivati in orario», ha detto la dirigente pronta a schierarsi con i genitori se così non fosse stato. La preside ha ricordato con quanto scrupolo durante tutta l’estate «tutti i comprensivi teatini hanno lavorato per organizzare al meglio la mensa con le nuove regole anti-Covid. Abbiamo consegnato alla ditta che gestisce il servizio persino le planimetrie delle aula dove i bambini avrebbero mangiato, cercando di agevolarla in tutto e per tutto. Ci rendiamo conto che con le nuove stringenti regole anti contagio il servizio sia diventato molto più faticoso, ma è anche vero che proprio per questo i genitori pagano di più la mensa».
Un pacchetto di 25 pasti, per la fascia con il reddito più alto, ora costa 109 euro. Secondo quanto riferito dalla Ladisa al sindaco, sarebbe stato il ritardo nella comunicazione degli ordini a provocare l’ulteriore ritardo nell’arrivo dei pasti. Ritardo che, però, non c’è stato al comprensivo 1: «Dopo l’incontro in Comune, ho inviato una pec al sindaco rilevando che, a seguito del dovuto accertamento, le scuole del mio comprensivo hanno comunicato gli ordini per i pasti nei tempi previsti», ha detto la preside. Per Angeloni, comunque, c’è certamente un problema di comunicazione tra le scuole e la Ladisa: «Quando si chiama la ditta il numero di telefono è spesso occupato o squilla a vuoto».