Mensa Asl, Vasto è fuori dal bando
San Pio escluso dal servizio per i dipendenti. Lapenna: solo questioni tecniche
VASTO. Nel capitolato d’appalto non c’è, ma dalla Asl e dalla Regione giungono rassicurazioni sul suo inserimento. Stiamo parlando dell’istituzione della mensa all’ospedale di Vasto, unico presidio che continua a essere sprovvisto di un simile servizio per i propri dipendenti, che possono usufruire solo dei buoni pasto. Il primo a lanciare l’allarme è stato Angelo Bucciarelli, componente della segreteria del Pd.
«Dalle informazioni che circolano il servizio era stato inizialmente previsto, poi è sparito dal bando», sostiene l’esponente democratico, «così, ancora una volta, sfuma la speranza per gli operatori di vedere realizzato un servizio che agevolerebbe i tanti pendolari del San Pio. Si tratta di una svista? Se così fosse, ma come scusa non sta in piedi, c’era tutto il tempo di correggerla. Se ci sono altri motivi ci piacerebbe saperlo, così come ci piacerebbe sapere se nella pianificazione della sanità, Vasto ha un ruolo o semplicemente tiene il fronte», conclude con una nota polemica Bucciarelli.
Sull’argomento il presidente della Commissione vigilanza, Mauro Febbo, ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. «Non si riescono a comprendere le motivazioni per cui il bando esclude solo il presidio di Vasto», attacca Febbo, «si tratta di una vera e propria disparità di trattamento visto che il servizio verrà svolto solo negli ospedali di Lanciano e Chieti, contrariamente a quanto previsto e concordato inizialmente sia all’interno dello stesso capitolato di gara, cambiato svariate e troppe volte in corso d’opera, sia dal direttore generale con tutte le sigle sindacali e le Rsu».
Ma su questo punto il sindaco Luciano Lapenna, che è anche presidente del Comitato ristretto dei sindaci, è perentorio. «La Regione e la Asl hanno assicurato l’istituzione della mensa a Vasto con la stessa tempistica e le stesse modalità riservate agli ospedali di Chieti e Lanciano», sostiene il primo cittadino, «soltanto questioni tecniche, non altre motivazioni, hanno impedito l’inserimento nel bando del presidio vastese». (a.b.)
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