Mensa, attesa per la ripartenza: domani c’è il vertice decisivo

Il sindaco incontrerà i rappresentanti della Ladisa, l’azienda che ha vinto anche al Consiglio di Stato Ma la protesta dei genitori non si placa: «I disservizi sono troppi, è meglio portare il pranzo da casa»
CHIETI. È fissato per domani il primo incontro tra il Comune e la società Ladisa. Pur di far ripartire la mensa scolastica, l’amministrazione comunale è pronta a richiamare la società con cui ha discusso fin da subito appena si è insediata l’anno scorso e con cui ha avuto un rapporto difficile e problematico, fatto anche di una messa in mora con tanto di multa da parte del Comune. Ingoiato il rospo del pronunciamento sfavorevole del Consiglio di Stato, dopo quello altrettanto sfavorevole del Tar, l’amministrazione si prepara dunque ad accettare anche l’indicazione, arrivata dallo stesso Consiglio di Stato, senza dubbio poco piacevole. Ha deciso di farlo per mettersi al riparo da possibili altri stop di natura amministrativa.
Lunedì scorso gli uffici hanno subito cominciato a chiamare i responsabili della Ladisa. E visto che per tutta la mattina nessuno rispondeva al telefono, è stato lo stesso sindaco Diego Ferrara a chiamare dal suo cellulare personale. Alle mancate risposte, si è qualificato via messaggio e, finalmente, nel pomeriggio è arrivata la telefonata e l’appuntamento per domani mattina. Nel frattempo il sindaco è andato a Parma per l’assemblea annuale dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni. La strada scelta per far ripartire la mensa scolastica è quella dell’affidamento diretto.
«È la strada che tecnicamente ci assicura la maggiore velocità», spiega a riguardo l’assessore comunale alla pubblica istruzione Teresa Giammarino, «gli uffici stanno già lavorando alla determina necessaria per affidare il servizio, in modo da essere pronti quando incontreremo i responsabili della ditta». Intanto tra i genitori non si spegne la protesta. Qualcuno ricorda che a ottobre 2020 l’anno scolastico non era partito affatto bene per il servizio mensa, con una serie di disservizi che convinsero la nuova amministrazione comunale, appena insediata, di voler subito cambiare gestore. Qualche altro genitore lamenta anche il fatto di essersi ormai abituato con il pasto da casa e di voler continuare quindi in questo modo. La mensa scolastica avrebbe dovuto riprendere nelle scuole teatine di competenza comunale da lunedì 4 ottobre. A bloccare tutto ci ha pensato il Tar che ha accolto il ricorso della ditta uscente, la ditta barese Ladisa, concedendo la sospensiva e fissando il giudizio di merito all’11 marzo. Il pronunciamento del Tar è arrivato a due giorni dalla ripartenza della mensa, questo ha messo in grande difficoltà l’amministrazione comunale che ha provato anche a fare appello al Consiglio di Stato contro la sospensiva del Tar. Non solo il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello, ma anche detto che la strada migliore per uscire fuori dall’impasse era quella di riaffidare il servizio alla Ladisa.
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