«Mensa di solidarietà costosa e non risolutiva per i poveri»

ORTONA. «Dopo l'ultima variazione di bilancio la misura è colma. Con questo ultimo stanziamento siamo arrivati alla cifra di 170mila euro dedicati alla mensa di solidarietà». Il consigliere comunale,...
ORTONA. «Dopo l'ultima variazione di bilancio la misura è colma. Con questo ultimo stanziamento siamo arrivati alla cifra di 170mila euro dedicati alla mensa di solidarietà».
Il consigliere comunale, Franco Musa, (foto a sinistra) critica le ultime modifiche al bilancio riguardanti proprio la mensa di solidarietà di Ortona, a cui la giunta ha dato il proprio placet per un ulteriore incremento di fondi pari a 27mila euro. «Se adoperiamo tale criterio», commenta Musa, «visto che le difficoltà delle persone attualmente sono tante, ci vorrebbe tutto il bilancio comunale per assisterle. Questa situazione non è più sostenibile».
Il consigliere di Città Nostra, invece di continuare ad aumentare le somme per la mensa di solidarietà, propone di intraprendere operazioni sul territorio che abbiano come conseguenza una diminuzione della povertà: «Cerchiamo una soluzione che porti da una parte a reinvestire su Ortona le somme dedicate all'argomento, e dall'altra ad agire con una commissione che individui gli aventi diritto in modo oggettivo e prioritario ad un sostegno».
Sul tema è intervenuto anche il gruppo consiliare Ortona Bene Comune, di cui fanno parte il consigliere Alessandro Seccia e il presidente del Consiglio comunale Ilario Cocciola (foto a destra). «Condividiamo la necessità di dare aiuto alle famiglie in difficoltà attraverso un sostegno concreto qual è il garantire un pasto giornaliero, tuttavia pensiamo che si possa intervenire, a parità di spesa, con metodi che ampliano la platea dei beneficiari anche non direttamente coinvolti in situazioni di disagio, con una migliore ricaduta economica, o se vogliamo di recupero, sul territorio», sostengono entrambi.
«Pertanto suggeriamo una riflessione che integri il sistema della mensa di solidarietà con l'utilizzo di detti “buoni”, rilasciati dal Comune di Ortona, spendibili anche presso attività commerciali convenzionate, sempre a fini alimentari».
Dato che ad oggi la mensa prevede un ticket di 4,20 euro a pasto, secondo Cocciola e Seccia tale somma potrebbe essere spendibile anche per acquistare beni di prima necessità in locali convenzionati, consentendo agli utenti di programmarsi la spesa e condurre una vita più dignitosa.
«Con il metodo suggerito», concludono i rappresentanti di Ortona Bene Comune, «i vantaggi ricadrebbero anche sui negozianti di Ortona, che potrebbero beneficiare delle somme attraverso la vendita diretta dei loro prodotti, facendo dunque rimanere sul territorio le cifre stanziate». (a.s.)

