Mensa non pagata, il M5S: caos per i solleciti

Argenio e D’Arcangelo: Teateservizi chiede soldi alle famiglie, ma l’annualità di riferimento è dubbia
CHIETI. Arrivano i solleciti di pagamento relativi al servizio mensa scolastica e, secondo il Movimento 5 Stelle, scoppia il caos. Il problema sta nel fatto che nei solleciti non verrebbe specificato se si tratta dell’annualità 2012-2013, oppure 2013-2014, essendoci solo un generico riferimento al 2013. La differenza tra un anno e l’altro è sostanziale: perché, spiegano i consiglieri 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, «le rette eventualmente non pagate per l’anno scolastico 2012/2013 sono da considerarsi prescritte, poiché più vecchie di 5 anni e quindi non più esigibili da parte della partecipata del Comune». Oltre alla «scarsa trasparenza comunicativa», i consiglieri parlano anche di «spesa inutile e addirittura dannosa per le casse della società dovuta all’inoltro massivo di solleciti di pagamento inesigibili. Danno che a nostro avviso andrebbe posto a carico di chi ha deciso di agire in questo modo, volutamente confuso, scorretto e inadeguato».
E la situazione di confusione verrebbe aumentata anche con le nuove regole introdotte quest’anno. Secondo Argenio e D’Arcangelo, infatti, «a distanza di due mesi dall’inizio della scuola nessuno ha la minima idea di come registrare gli effettivi consumi dei pasti da parte dei bambini. Anche in questo caso si procede con assoluta approssimazione e poca professionalità affidandosi alla buona volontà delle famiglie dei bambini e soprattutto alla collaborazione del personale non docente delle scuole che è stato incaricato di redigere un registro delle presenze al quale tuttavia, non può essere attribuito alcun valore. Il rischio è evidente: qualcuno potrebbe approfittare di questa situazione ed omettere i pagamenti o, al contrario, potrebbero esserci casi in cui alle famiglie siano chieste somme non dovute».
Teateservizi, dal canto suo, ha iniziato da giorni a inviare i solleciti di pagamento per chi non ha pagato il servizio nel 2013-2014. L’obiettivo della società pubblica è incassare 150mila euro. A tanto ammonta, infatti, la somma non pagata nell’anno scolastico 2013-2014. Vale a dire che poco meno del 15% delle famiglie che ha usufruito del servizio mensa, non lo ha pagato. Da quest’anno Teateservizi ha avviato anche un nuovo metodo di pagamento attraverso il borsellino elettronico, che, nelle intenzioni della società pubblica, dovrebbe agevolare sia l’utenza che la società pubblica.

