Mensa scolastica, maxi appalto: oltre 6 milioni di euro in sei anni

Bando europeo per primavera, al primo posto c’è sempre la salvaguardia della qualità dei pasti Resta l’insidia dell’aumento dei costi dei prodotti ma l’ente farà di tutto per non ritoccare le tariffe
LANCIANO. Uffici comunali al lavoro sul prossimo mega bando della città che riguarderà il servizio di ristorazione scolastica e una gara di tipo europeo cosidetta "sopra soglia" per l'ammontare di circa 6 milioni e mezzo di euro. Il nuovo bando infatti, in pubblicazione in primavera, prevederà la possibilità di estendere il servizio di altri tre anni rispetto ai canonici primi tre. Il lavoro è imponente. L'orientamento dell'amministrazione comunale, così come confermato dall'assessore alla pubblica istruzione, Angelo Palmieri, è quello di non gravare sulle famiglie lancianesi con aumenti delle tariffe, ma bisognerà fare letteralmente i conti con l'inflazione e l'aumento dei prodotti di prima necessità. Ad influenzare i costi ci sono anche il nuovo decreto ministeriale del 10 marzo 2020 che definisce i Cam, ovvero i Criteri ambientali minimi per il servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari.
Le mense scolastiche dovranno prevedere per legge alcuni precisi accorgimenti come ad esempio il fatto che i pasti debbano essere composti da una o più porzioni tra frutta, contorno, primo e/o secondo piatto costituiti interamente da alimenti biologici e altre importanti prescrizioni. Anche le linee guida della Regione per i menù scolastici hanno lo stesso orientamento. Tutto ciò porterà sicuramente a un aumento sensibile della base d'asta, che deve essere ancora calcolata dal Comune, ma che passerà quasi sicuramente da 1.120.000 euro all'anno a qualche decina di migliaia di euro in più. Ritocchi a livello di centesimi su ogni pasto, che però l'amministrazione dovrà essere in grado di "calmierare" con fondi propri per non gravare sulle famiglie. Una scelta, questa, voluta fortemente dal sindaco Paolini che ha trovato in questi anni la sponda nell'assessore alle finanze Danilo Ranieri: grazie alla rinegoziazione di alcuni mutui c'è stato un risparmio per le casse pubbliche, per il 2023 e per il 2024, di 240mila euro, utilizzati proprio per non aumentare le tariffe dei servizi a domanda individuale come le mense scolastiche.
Mediamente Palazzo di città paga per ogni pasto intorno ai 4.40 euro a bambino per 1.400/1.450 pasti giornalieri. Le famiglie invece pagheranno a seconda dell'Isee le tariffe che saranno decise dall'amministrazione. Quest'anno si è pagato da un minimo di 0 a un massimo di 4,60 euro a seconda della fascia di appartenenza. «Salvaguarderemo sicuramente la qualità», annuncia Palmieri, «come abbiamo sempre fatto. È un criterio da cui non vogliamo prescindere. Sono anche molto soddisfatto che, a seguito di una visita ispettiva a sorpresa dei Nas nelle nostre strutture di ristorazione scolastica, la certificazione ottenuta è stata ottima, segno che c'è grandissima attenzione da parte di tutti gli operatori del servizio».
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