Mensa scolastica: nuovo menù e prezzo più... salato

29 Ottobre 2016

Da fine novembre anche farro, mais e pane integrale Ma il sindaco conferma l’aumento delle tariffe nel 2017

CHIETI. Sarà in vigore dalla terza settimana di novembre e renderà non solo più appetibile ma soprattutto attento alla qualità e al giusto equilibrio nutrizionale il pasto servito a scuola.

Il nuovo menù delle mense scolastiche, frutto di un lavoro di partecipazione tra Comune, ditta Ladisa che gestisce il servizio, Clinica pediatrica, scuole, associazioni, Osservatorio mense scolastiche e famiglie, è ormai pronto ma guai a metterlo in correlazione con gli aumenti delle tariffe del servizio, che comunque ci saranno ma che scatteranno dal prossimo anno scolastico. «Il cambio di menù non ha causato l’aumento delle tasse», ha sottolineato il sindaco Umberto Di Primio ieri in conferenza stampa, tuonando contro chi poteva essere indotto a pensare che fosse un modo per indorare la pillola dei rincari. A dettare le linee guida del menù è stata Annalisa Blasetti della Clinica pediatrica. «Linee guida seguite all’85%», ha detto la dottoressa, «ma certo questo è l’inizio di un percorso di qualità». Soddisfatte anche Isabella Micati e Sara Pantalone dell’Osservatorio mense, per le quali «si può fare ancora di più», anche se hanno lodato appieno l’apertura del Comune di Chieti su questo tema, apertura non rintracciata in altri comuni. Il nuovo menù prevede frutta, vegetali e cereali (pasta, riso, orzo, mais e farro) tutti i giorni; legumi due volte al mese; patate, uova e salumi una volta a settimana; carne e pesce una o due volte alla settimana. Si cercherà di introdurre il non troppo amato pane integrale, si utilizzerà sale iodato, olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche per limitare l’apporto di sodio. Per lo spuntino a metà mattina, infine, ci saranno yogurt o frutta. Quanto alle tariffe, che l’aumento sia necessario per il Comune dalle casse in rosso, è testimoniato anche dal fatto che Chieti, come ha ricordato in conferenza stampa Gianluca Petolicchio, presidente del Consiglio d’istituto del Comprensivo 1, «è tra le dieci città italiane che pagano meno il servizio». La revisione era anche già partita con una contestatissima delibera, impugnata pure davanti al Tar, che il Comune ha deciso alla fine di ritirare. Tutto rinviato dunque all’anno prossimo, con l’assicurazione del vice sindaco Giuseppe Giampietro che la revisione tariffaria seguirà un principio di equità (le fasce più deboli verranno esentate dal pagamento dei ticket), sollecitato espressamente dal dirigente del comprensivo 4 Ettore D’Orazio. «Ma non possiamo tollerare chi ci marcia: una delle persone che ha animato la protesta contro il caro-mensa è tra quelli che non ha mai pagato», ha affermato Di Primio in conferenza stampa.