Mensa scolastica, scoppia la lite: l’appalto finisce davanti ai giudici

La ditta Ladisa, arrivata al terzo posto, chiede al Tar di Pescara di annullare tutti gli atti del Comune La replica dell’assessore: assegnazione fatta secondo le regole, la procedura va avanti senza intoppi
CHIETI. Il maxi appalto da oltre 5 milioni di euro per la mensa scolastica finisce davanti ai giudici del Tar. La ditta Ladisa di Bari, che si è piazzata al terzo posto, ha chiesto l’annullamento della gara bandita dal Comune di Chieti e vinta dal Consorzio appalti Italia, un raggruppamento di imprese composto dalla Dama di Villamagna, dalla Labor, società cooperativa di Rocca San Giovanni, e dalla cooperativa sociale teatina Maurì. Nei prossimi giorni il tribunale amministrativo regionale di Pescara fisserà la data dell’udienza. Nel frattempo, l’amministrazione comunale è convinta che non ci saranno problemi.
L’ASSESSORE «Il ricorso», spiega l’assessore alla pubblica istruzione Teresa Giammarino, «non blocca l’affidamento al nuovo gestore, che infatti sta lavorando per allestire il servizio nel migliore dei modi. Noi siamo fiduciosi, perché abbiamo fatto una gara rispettando le regole e tutti i requisiti. Tra l’altro, forse dovremo fare una diffida o, addirittura, una multa nei confronti della Ladisa: il nuovo gestore non ha trovato le stoviglie, che da capitolato dovevano rimanere a disposizione».
IL RICORSO L’ultimo «atto d’accusa» della Ladisa è racchiuso in trenta pagine. «Il primo motivo di ricorso», scrivono gli avvocati Aldo Loiodice, Giulio Cerceo, Michelangelo Pinto, Pasquale Procacci ed Enrica della Bruna, «radica le proprie ragioni sulle evidenti violazioni di alcuni operatori economici, avvenute durante la seduta pubblica di apertura delle offerte economiche». Più nel dettaglio, secondo la Ladisa, le offerte delle ditte concorrenti violano l’articolo del disciplinare di gara che prevede, a pena di esclusione, «l’indicazione analitica dei costi relativi alla preparazione, al trasporto e alla distribuzione dei pasti e alle spese di investimento della commessa di gara». E ancora: l’aggiudicataria dell’appalto, sostiene sempre la società barese, non avrebbe «i requisiti» per fornire i servizi affidati dal Comune.
IL PERSONALE Quanto al personale che dovrà lavorare per garantire la refezione scolastica – è specificato nel ricorso – «l’amministrazione, nonostante i plurimi riscontri in sede di chiarimenti pubblicati dagli operatori economici, non ha fornito il quadro completo e corretto relativo al personale della gestione uscente avente diritto al riassorbimento». In altre parole: la «stazione appaltante», cioè il Comune, «non può aver consentito ai concorrenti la predisposizione di un’offerta adeguata, ponderata, attendibile e dunque affidabile». Ma non finisce qui: anche «la previsione del prezzo a base d’asta operata dall’ente non sembra affatto assicurare e consentire offerte congrue e, dunque, la corretta e piena soddisfazione dell’interesse pubblico perseguito».
ACCUSE AL COMUNE Dopo una serie di contestazioni legate anche i tempi di presentazione delle offerte, gli avvocati della Ladisa arrivano a questa conclusione: «Ricorrendo tutte le condizioni per disporre la revoca del bando e di tutti gli atti di gara successivi, la scelta dell’amministrazione di proseguire nella procedura nei tempi e secondo le modalità di esecuzione previsti nel capitolato è certamente illegittima, trattandosi di gara evidentemente viziata».
LE NOVITÀ L’amministrazione guidata da Diego Ferrara, come rimarcato dall’assessore Giammarino, è certa che tutto sia stato fatto seguendo le regole e non ha alcuna intenzione di interrompere l’iter che porterà anche una serie di novità nelle mense scolastiche. Un esempio su tutti: c’è un’applicazione che consentirà di inserire i dati anagrafici, il certificato medico e i documenti; farà visualizzare il menu del giorno; permetterà di chiedere alternative e di annullare anche le prenotazioni.
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