Mensa, scuolabus e nido: salasso di 500 euro al mese

Ecco le nuove tariffe decise dalla giunta: l’aumento sfiora il 190 per cento Febo avvisa il sindaco: scenderemo in piazza per bloccare questa stangata
CHIETI. Povere famiglie. Da 74 euro al mese il servizio mensa scolastica verrà a costare 105 euro. Lo scuolabus aumenta esattamente del doppio, ovvero i 20 euro al mese diventano 40. Infine, la quota fissa per l’asilo nido passa da 102 euro al mese a 250 euro. Per di più a questa bisogna aggiungere 5 euro di quota giornaliera (che sinora era di 2,73 euro), che porta a 350 euro la spesa media per ogni bimbo.
Cari teatini l’aumento è servito. Sancito da una delibera di giunta comunale, la famigerata 163 del 3 maggio scorso, che stanga le famiglie. Il Comune dalle casse in rosso, non avendo evidentemente più possibilità di raschiare il fondo del barile, inizia a far pagare ai cittadini i debiti accumulati. Lo fa partendo dai più piccoli: perché il salasso più pesante è proprio quello degli asili nido. Gli aumenti citati riguardano la fascia più ampia della popolazione teatina, quella con reddito dai 10 mila ai 25 mila euro lordi all’anno.
Per completezza d’informazione diciamo che il costo servizio mensa per le fasce di reddito fino a 5 mila euro l’anno non cambia. Con reddito non superiore ai 2.309 euro si continuerà a pagare per la refezione scolastica 32 euro al mese e con reddito fino 5 mila euro, 32 euro al mese. Le cose iniziano a cambiare per le famiglie con reddito fino a 7.557 euro che, anziché 66 euro al mese ne pagheranno 72, mentre quelle con reddito fino a 10 mila euro passeranno dai 66 agli 85 euro al mese.
Per gli asili nido, come per il servizio mensa, nulla cambia per le due fasce più di reddito più basse (fino a 2.309 euro si paga 36 euro di quota fissa, più 1,13 euro di quota giornaliera, fino a 5 mila euro si continuerà a pagare 54 euro più 1,42 di giornaliero). Poi si inizia a salire: con Isee fino a 7.557, da 62 euro si arriva 75 euro di quota fissa mensile, con la quota giornaliera che sale da 1,71 euro a 2 euro; con Isee fino a 10 mila euro, da 85 euro si arriva a 110 euro, con quota giornaliera che passa da 2,16 a 2,80 euro.
Per quanto riguarda il trasporto scolastico, invece, il raddoppio non esclude nessuno. La fascia Isee fino a 2.300 euro di reddito pagava solo 10 euro e da settembre ne pagherà 20, quella fino a 6.300 euro di reddito passa da 16 euro a 30 e, quella, infine, oltre i 6.300 euro di reddito da 20 euro passa a 40 euro al mese. Ma la delibera di giunta stanga-famiglie non passa inosservata agli occhi dell’opposizione e, in particolare, del consigliere Luigi Febo che promette battaglia.
«Ci risiamo», sbotta Febo, «la giunta ci riprova. Dopo lo sport tocca all’istruzione. Come al solito il sindaco Di Primio invece di far fronte ai tagli dei trasferimenti statali con una programmazione e una riduzione delle spese in tutti i settori, sceglie la via più semplice, scaricando sui cittadini il costo della crisi e soprattutto dell’inefficienza della sua amministrazione. E ancora una volta lo fa con un atto di giunta, senza il parere delle commissioni consiliari e, come al solito, senza portare la proposta in consiglio comunale».
Ritenendo l’iter illegittimo, Febo chiederà il ritiro della delibera in autotutela. E «se ciò non fosse», dice, «scenderemo in piazza, con le famiglie della nostra città, per bloccare questo ennesimo tentativo di mettere le mani nelle loro tasche per pagare l’incapacità di gestione della città».

