Mensa sospesa, il Comune tenta il ricorso al Consiglio di Stato

La consigliera Pompilio e le mamme protestano per l’obbligo dei panini, il sindaco Ferrara annuncia le mosse dell’amministrazione per far ripartire il servizio: spunta una ditta per l’affidamento diretto
CHIETI. Blitz della maggioranza comunale all’incontro sulla mensa scolastica organizzato dalla consigliera di Azione politica Serena Pompilio. L’incontro con alcune mamme era stato organizzato da Pompilio ieri a piazza Vico, ma arrivati in piazza non c’era solo la decina di mamme che aveva chiesto alla consigliera di riferire sullo stop dei pasti a scuola, ma anche il sindaco Diego Ferrara, l’assessore all’istruzione Teresa Giammarino, altri 7 consiglieri di maggioranza (Barbara Di Roberto, Valentina De Luca, Luca Amicone, Damiano Zappone, Silvio Di Primio, Gabriella Ianiro e Nunzia Castelli), il vicesindaco Paolo De Cesare, l’assessore Manuel Pantalone e persino il neo-assessore Fabio Stella. Se aggiungiamo la presenza di due consiglieri d’opposizione, Mario De Lio e Giampiero Riccardo, in pratica buona parte dell’amministrazione si è presentato in piazza. E a tratti è stato il caos. Certo non era questo l’intento di Pompilio che non si aspettava una tale partecipazione. Probabilmente non se l’aspettavano neanche le mamme presenti che, via via che il dibattito si faceva sempre più acceso e tecnico, sono andate via, anche con commenti poco lusinghieri rispetto a quello a cui stavano assistendo. La polemica politica, infatti, troppe volte ha preso il posto delle soluzioni concrete per il grave disservizio dovuto alla sospensiva del Tar all’appalto mensa. «Se non riescono a mettersi d’accordo qui davanti a noi, figuriamoci cosa combinano quando stanno da soli nelle commissioni e in consiglio comunale», ha sentenziato una delle mamme.
Comunque nel corso dell’incontro sono emerse alcune novità. Se fino al giorno prima sembrava che nessuna delle quattro ditte contattate fosse interessata a svolgere il servizio mensa tramite un affidamento diretto, adesso è spuntata fuori una quinta ditta che, invece, sarebbe disponibile a gestire il servizio alle condizioni del Comune. Ciò significa che nel giro di una decina di giorni la mensa potrebbe aprire, senza dover attendere i tempi più lunghi della procedura negoziata che non permettono l’attivazione del servizio prima di metà dicembre.
Altra novità è il ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensiva del Tar. Se il Consiglio di Stato dovesse accogliere le ragioni del Comune, si potrebbe aprire uno scenario di ripartenza immediata del servizio. «Sinceramente non ho capito il senso della partecipazione di tanti esponenti di maggioranza», ha detto Pompilio, «passi per il sindaco e l’assessore di riferimento, che è sempre utile ascoltare. Ma la presenza degli altri a cosa è dovuta? Avevo convocato l’incontro per riferire alle mamme quello che stava succedendo e per prendere nota delle loro esigenze. Non per un botta e risposta politico».

