Mense, decreti ingiuntivi a 90 famiglie

Pugno duro del Comune per i buoni pasto nelle scuole non pagati da tre anni. In ballo crediti per 101mila euro
LANCIANO. Inviati dall’ufficio legale i decreti ingiuntivi di pagamento, a cui seguiranno le esecuzioni, alle 90 utenze che non pagano il servizio mensa da tre anni. La guerra ai furbetti del ticket mensa, ossia i genitori che non pagano, pur dovendo, la ristorazione scolastica dei propri figli continua, e il Comune alza il tiro. Finora, con le raccomandate di invito al pagamento inviate a 184 utenti morosi l’amministrazione ha recuperato 28.000 euro, ma vanta ancora ben 101.000 euro di crediti. Di questi, 70.000 euro sono dovuti dai morosi storici, 90 famiglie che non pagano la mensa dal 2014. L’amministrazione ha così deciso di usare il pugno di ferro contro questi 90 utenti passando alle vie legali e ai decreti ingiuntivi.
«I controlli sono scattati ad aprile per tutelare la stragrande maggioranza dei genitori che contribuisce regolarmente al servizio mensa», dichiarano il sindaco Mario Pupillo e l’assessore all’istruzione Giacinto Verna, «su 1.830 iscritti al servizio, infatti, 184 sono risultati debitori. Ad aprile 2017 è stata inviata la prima tranche di inviti a regolare la propria posizione a 128 utenti (quelli con i cognomi compresi tra la A e la M) per un totale di circa 42.000 euro di credito da parte dell’amministrazione. Per questa prima tranche sono stati recuperati circa 28.000 euro. Restano da riscuotere ancora 14.000 euro».
Il 25 maggio è stato spedito il secondo gruppo di raccomandate a 56 utenti (N-Z) per il recupero di circa 17.000 euro. «Sono state inviate da poco», riprende Pupillo, «e attendiamo fiduciosi che chi è stato raggiunto dagli inviti regolarizzerà quanto prima la propria posizione». Quindi ad oggi, per l’anno scolastico 2016/2017 il Comune vanta 31.000 euro di crediti. Cifra che sale vertiginosamente aggiungendo i debitori storici, circa 90 utenze che hanno ricevuto il primo sollecito dall'avvocatura comunale per somme dovute per anni scolastici 2014/15 e 2015/16, che ammontano a circa 55.000 euro e il 6 giugno un secondo avviso per i debiti maturati anche per l’attuale anno scolastico, da settembre a febbraio, pari ad altri 15.000 euro. In totale devono quindi al Comune 70.000 euro. «Queste situazioni debitorie da parte dei circa 90 utenti non sono riconducibili a difficoltà economiche, a motivi di reddito», precisa Verna, «perché il servizio di ristorazione scolastica è a domanda individuale e si contribuisce a seconda del proprio reddito tramite la presentazione dell’Isee. La maggior parte di questi utenti morosi non ha neanche presentato l’Isee, segno che non ha difficoltà. È una situazione grave a cui intendiamo porre rimedio, per questo abbiamo dato mandato all’ufficio legale, solo per quanto riguarda gli utenti morosi da 3 anni, di procedere con gli opportuni atti previsti dalla legge a tutela della collettività».
In ballo ci sono 70.000 euro dovuti dai 90 utenti per un totale di oltre 100.000 euro di crediti che sono oro per casse comunali sempre più vuote di questi tempi. (t.d.r.)
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