Mense, i genitori degli alunni potranno assaggiare le pietanze
Dopo la stagione delle polemiche arriva il nuovo regolamento sul servizio di refezione Ogni giorno vengono serviti duemila pasti. Ma troppi non pagano: morosità per 300mila euro l’anno
CHIETI. Dalle proteste ai controlli. Dopo la stagione delle polemiche sul servizio mensa scolastica, si prova a voltare pagina. Con la possibilità, per le famiglie, di controllare in prima persona la qualità dell’offerta. È quanto assicura il nuovo Regolamento comunale del servizio di refezione scolastica - che il Centro ha visionato - approvato ad agosto e che debutterà alla riapertura delle scuole, dopo le roventi polemiche dello scorso anno. Quando, ad accendere la miccia, era stata la protesta scatenata dall’aumento delle tariffe voluto dall’amministrazione comunale. Aumento ingiustificato, secondo le famiglie, soprattutto a fronte della scarsa qualità del servizio mensa lamentata. E che innescò la cosiddetta “protesta del panino”: gruppi di mamme avevano deciso di mandare a scuola i propri figli con panini confezionati da casa ed evitare la mensa. Una bella grana per gli istituti scolastici che, da regolamento, vietano l’ingresso di cibi portati da casa nelle scuole. Una situazione insostenibile. L’amministrazione vi ha posto riparo, cercando di andare incontro il più possibile alle esigenze dei genitori. E siccome non poteva tornare indietro rispetto al nuovo regime tariffario, si è cercato di migliorare la qualità del servizio. Si è lavorato dal punto di vista delle esigenze nutritive e delle materie prime utilizzate. Ma si è anche pensato a rendere le pietanze più appetibili ad un’utenza di bambini e a permettere ai genitori di controllare. Dopo svariate riunioni con i presidi e i rappresentanti dei genitori è nato così il nuovo regolamento mensa. Ci hanno lavorato soprattutto il vice sindaco Giuseppe Giampietro e il consigliere Marco Di Paolo. Ha dato il proprio apporto anche l’opposizione, in particolare con i consiglieri pentastellati Ottavio Argenio ed Emanuela D’Arcangelo e il consigliere democratico Alessandro Marzoli. Arrivato in consiglio ad agosto, il regolamento è passato col favore di tutti.
I controlli. Organismo consultivo e di controllo è la Commissione Mmnsa. Sarà costituita da 4 genitori, 4 docenti e 3 consiglieri comunali. Ne fanno parte di diritto il sindaco, il responsabile della pubblica istruzione e i presidi. Ma la vera novità sono le Sub commissioni istituite presso ogni istituto scolastico in cui sia presente il servizio mensa. Sono composte da 2 genitori e 1 docente. Con le Sub commissioni il sistema diventa molto meno ingessato. I genitori potranno assaggiare i pasti entrando nelle scuole, anche se lo faranno in ambienti separati da quelli dgli allievi.
Le nuove tariffe. Le famiglie più in difficoltà (con reddito Isee fino a 2.309 euro), non pagheranno nulla. La fascia superiore (fino a 5038 euro) paga 1,70 euro a pasto. Ci sono in tutto 8 fasce. La più alta (reddito superiore a 25mila euro) paga 4,37 euro a pasto. Le cose cambiano se non si è residenti dove le fasce sono solo 4 e tutti pagano, anche le famiglie più povere.
La morosità. In tanti, però, non pagano. Secondo i calcoli dell’assessore alle finanze Valentina Luise, la morosità si attesta sui 300mila euro l’anno. Per il servizio di refezione scolastica il Comune di Chieti assicura circa 2mila pasti al giorno, spendendo circa un milione di euro l’anno. Il costo di ogni singolo pasto è di 4,37 euro, che però viene pagato, per intero, solo dalle famiglie che rientrano nella fascia più alta di reddito, che va dai 25mila euro in su.

