Mense: pagamenti on-line e controlli sulle presenze

8 Giugno 2015

Al via l’abbinamento con le 14 fasce di reddito per il calcolo dei ticket-pasto D’Ovidio: «A ogni ragazzo-utente un codice per il versamento delle quote»

LANCIANO. Gestione telematica dei servizi mensa, con rilevazione delle presenze degli alunni in tempo reale e pagamento dei ticket on line; rinnovo delle domande per le mense solo da parte dei nuovi iscritti o in caso un alunno dovesse cambiare scuola; consegna dei modelli Isee fin dalla fine di giugno all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune. Scatta la “rivoluzione” del servizio mensa per i circa 2mila alunni che frequentano le scuole d’infanzia e primarie della città. Dopo l’inserimento dalla scorso anno di ben 14 fasce di reddito diverse a cui corrispondono altrettanti tipologie di ticket che vanno da zero a 4,60 euro, quest’anno, da settembre, il Comune punta sulla gestione telematica del servizio. Una gestione che doveva partire già dall’anno scolastico che si avvia alla conclusione - e per il quale le famiglie hanno pagato un contributo di 5 euro - ma che per problemi burocratici, oltre che di elenchi incompleti da parte delle scuole, è stato rinviato. «Ora il materiale è pronto e attiveremo il servizio», assicurano l’assessore all’istruzione, Marcello D’Ovidio, e il dirigente del settore, Davide di Pilato, «che dovrebbe agevolare i genitori nel pagamento delle mense, ma anche nel controllo delle presenze dei figli. Per accedere al servizio on line i genitori avranno un codice che abbiamo attribuito a ogni alunno. Consegneremo noi dell’ufficio ai genitori, a inizio anno, le credenziali per l’accesso. Ad ogni modo manterremo anche la possibilità di pagare la mensa con i bollettini postali e in ufficio per coloro che non hanno i computer o preferiscono pagare di persona».

Ma quella della gestione telematica del servizio mensa non è l’unica novità. Non si dovranno infatti presentare, come accadeva ogni anno, le domande per il servizio mensa. «Solo chi cambia scuola o i nuovi iscritti devono fare la domanda», precisa l’assessore, «per gli altri non ci saranno problemi, né file all’Urp». In teoria non si sarebbe neanche dovuto riconsegnare l’Isee che tanto ha fatto discutere lo scorso anno. «Invece a causa del governo», spiega Di Pilato, «che da gennaio ha introdotto il nuovo modello, tutte le famiglie dovranno riconsegnarlo. Per evitare file invitiamo a procurarsi il modello già dalla fine del mese». Certificato che serve per l’attribuzione dei ticket che variano in base alle fasce di reddito. «Circa il 30% dei redditi è tra 10mila e 20mila euro», dicono dall’istruzione, «ossia da chi paga 2,76 euro a 3,22, una fascia media. Anche se si tratta di dati molto variegati. La meno utilizzata è la fascia con reddito da 50mila a 70mila euro (4,15 costo di ogni ticket) mentre ci sono diverse famiglie a tariffa piena (4,60 euro). Infine, la maggior parte delle famiglie, l’ 86%, ha un solo figlio in età scolare».

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