Mense, personale spaccato in due

23 Febbraio 2019

C’è chi si dissocia dalla protesta: «Iniziative prese a nostra insaputa»

CHIETI. Si spacca il fronte dei 55 lavoratori della ditta Ladisa rimasti senza stipendio. Il giorno dopo l’annuncio di 25 dipendenti della società che gestisce il servizio mensa nelle scuole della città, le quali hanno inviato decreti ingiuntivi contro l’azienda, c’è chi si dissocia dalle iniziative avanzate dal sindacalista Alessandro Azzola, segretario regionale della Fesica Confsal. «Parlo anche a nome di altre colleghe», spiega Fabiana Castagnini, appoggiata da Grazia Romano, «e mi dissocio completamente dalle forme di protesta delle 25 dipendenti. Iniziative, tra l’altro, prese a nostra insaputa. Inoltre, non è assolutamente vero che mangiamo gli avanzi delle pietanze che vanno alle scuole, come hanno detto alcune mie colleghe. Non è giusto sparare a zero sull’azienda che ci dà il lavoro. Credo nella serietà della ditta e sono convinta e fiduciosa che la situazione si risolverà. D’altronde, parliamo di un ritardo di 13 giorni. A mio avviso si sta facendo troppo casino. Protestare in questo modo, screditando l’azienda, non è corretto». La protesta del sindacato e delle altre lavoratrici, però, va avanti. Sono già partiti i 25 decreti ingiuntivi nei confronti della Ladisa ed è partita anche la messa in mora del Comune perché dia direttamente i soldi ai lavoratori senza girarli alla ditta che gestisce il servizio. «Il timore dei lavoratori», spiega Azzola, «è che la ditta in scadenza di contratto a fine mese, anziché attendere una proroga, decida di mollare tutto, compreso il pagamento degli stipendi ai lavoratori. Abbiamo fatto decreti ingiuntivi nei confronti della Ladisa e non del Comune», aggiunge Azzola, «perché non vogliamo strumentalizzazioni: i lavoratori hanno firmato un contratto con la Ladisa e non con il Comune. Ed è dunque nei confronti dell’azienda che intendono rivalersi». (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.