«Mense, revocate l’appalto Capitolato non rispettato»

Ospedali Asl. Marcozzi (M5S): cucine inadeguate e lavoratori con stipendi bassi Il manager Flacco: ciò che possiamo fare è vigilare, le regole vanno rispettate
CHIETI. Capitolato d’appalto «non rispettato» e lavoratori «sempre più precari». Per il Movimento 5 Stelle sono queste le motivazioni per le quali la Asl dovrebbe revocare l’appalto alla società che gestisce il servizio mensa alla Asl di Chieti, l’associazione temporanea di imprese composta da Dussman e Servizi integrati.
La consigliera regionale pentastellata Sara Marcozzi non molla: a novembre si è presentata nelle cucine delle mense degli ospedali di Chieti e Lanciano per una ispezione a sorpresa e ieri, insieme ai consiglieri comunali 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, è tornata a chiedere la revoca dell’appalto.
Capitolato non rispettato. «Dalle visite che abbiamo effettuato lo scorso novembre appariva già a una prima occhiata la vetustà dei locali», riferisce la consigliera, «della pavimentazione, della piastrellatura e delle stoviglie. A Lanciano tutti i carrelli per il trasporto dei cibi non avevano il termostato. C’erano attrezzature rotte e alcuni cibi venivano riscaldati manualmente grazie ad acqua bollente versata dagli operatori. Anche le stoviglie non rispettavano quanto previsto dal capitolato d’appalto. A Chieti la struttura non è a regime: vi si preparano solo le colazioni e la pasta, i sughi e i secondi arrivano da fuori».
Contratti da fame. Secondo quanto riferito dai 5 Stelle i contratti dei lavoratori del servizio mensa vanno dalle 6 ore alle 18 ore settimanali. Con retribuzioni che oscillano tra i 280 e i 700 euro al mese. I più fortunati, pare molto pochi, arrivano a 1.200 euro al mese. «È un dato di fatto», dice la Marcozzi, «che l’esternalizzazione del servizio e il continuo ricorso alle agenzie interinali hanno portato un forte abbassamento dei livelli salariali con ricadute sociali gravissime sulla vita dei lavoratori. Quando saremo al governo regionale cancelleremo, seppure gradualmente e con i giusti tempo, le esternalizzazioni. A un anno e mezzo dall’entrata in vigore della nuova gestione», conclude Marcozzi, «chiediamo la revoca dell’appalto».
La replica di Flacco. «Si tratta di un contratto, ci sono regole da rispettare: non ci possiamo svegliare la mattina e revocare un appalto. Quello che possiamo fare, e lo stiamo già facendo, è vigilare». Replica in questo modo il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, che una settimana fa ha incontrato i lavoratori del servizio mensa e i sindacalista della Usb sulle problematiche del servizio. «La Asl valuterà tutte le questioni che mi sono state prospettate dai lavoratori. Vigileremo e poi decideremo», conclude. (a.i.)

