Mercato coperto chiuso, gestore ricorre al Riesame

5 Agosto 2019

L’avvocato difensore: gravi errori procedurali, ma la sentenza dopo Ferragosto Il consigliere Di Bucchianico: un’offesa gli ortolani ora ammassati all’aperto 

LANCIANO. Inizia la terza settimana di chiusura per il mercato coperto di piazza Garibaldi. La casa di ortolani e produttori locali è desolatamente vuota da quando, il 20 luglio scorso, un’ispezione dei carabinieri del Nas ha fatto scattare i sigilli.
IL GESTORE. Nei giorni scorsi il gestore, Franco D’Alessandro, ha iniziato gli interventi per mettere a norma i locali, in base alle prescrizioni di Asl e militari. La struttura è stata tirata a lucido, le pareti ritinteggiate, sistemati bagni e magazzini. I banchi per la vendita di frutta e verdura sono stati disposti ordinatamente, in attesa del ritorno degli ortolani. Se tutto questo basterà a far riaprire il mercato coperto, lo dirà solo un’ispezione finale. Nel frattempo è stato presentato ricorso al Tribunale del riesame per chiedere l’annullamento del sequestro preventivo. «Non si poteva fare», sostiene il legale di D’Alessandro, l’avvocato Carlo Piccinini, «c’è una sentenza della Cassazione che dice che anche in presenza di cibi avariati, e nel nostro caso non lo erano, non si può chiudere il locale. Tra l’altro il sequestro ha coinvolto altre ditte che non hanno ricevuto notifiche. Riteniamo ci siano stati gravi errori procedurali. Il ricorso è stato depositato il 31 luglio, ma dovremo attendere la trasmissione degli atti da Lanciano a Chieti, che è competente. Difficilmente l’udienza sarà fissata prima di Ferragosto». I dubbi del gestore riguardano anche l’esposto di alcuni turisti stranieri che avrebbe fatto scattare l’ispezione. «Attendiamo di vedere l’atto da cui tutto è scaturito», aggiunge l’avvocato Piccinini, «se si fossero introdotti in ambienti non accessibili a chiunque, le foto scattate sarebbero illegittime e non utilizzabili».
GLI ORTOLANI. Da due settimane, il mercoledì e il sabato, i contadini delle contrade lancianesi e dei comuni del comprensorio - Frisa, Sant’Eusanio del Sangro, Fossacesia, Castel Frentano - si sono dovuti sistemare alla meno peggio nel parcheggio di via Per Frisa, in balia della calura estiva che fiacca quanti vanno a vendere. Come precisato più volte dal Comune, è questa, al momento, l’unica area destinata alla vendita dell’ortofrutta. Rendere praticabili altre soluzioni richiederebbe più tempo. E l’amministrazione comunale del sindaco Mario Pupillo confida che frattanto gli ortolani possano tornare nel mercato coperto.
LE REAZIONI. «Pensavo che, dopo l’urgenza dei primi giorni, i contadini aiutati dal Comune avessero trovato una degna sistemazione», afferma Gabriele Di Bucchianico, capogruppo in consiglio della lista “Lanciano in Comune” che sabato ha visitato gli ortolani, «ho trovato invece una situazione ai limiti della decenza: i contadini ammassati tra loro, sotto il sole cocente. Chi ripara la propria merce sotto il portellone dell’auto e chi cerca di arrangiarsi con gli ombrelloni per il mare. Auto che per parcheggiare passano di fianco a pomodori e zucchine e si infilano tra una bancarella e l’altra. “Per il contadino il lavoro è la sua vita”, mi dice una signora che vende al mercato da 20 anni. Un altro mi racconta che per trovare posto è dovuto arrivare la sera prima alle 23. Non è accettabile una situazione di questo tipo, queste persone vanno rispettate e va rispettato il loro lavoro. Per aiutarli e tamponare l’emergenza, poteva essere sufficiente delimitare e riservare loro un’ampia parte del parcheggio, installare dei lunghi gazebo e assegnare a ognuno un posto numerato. Nulla di tutto questo, invece. Intanto agosto è il mese più caldo e in cui vi è il maggior raccolto. Rivolgo una preghiera all’assessore», conclude Di Bucchianico, «metta da parte le beghe politiche e affronti il problema in maniera risolutiva».
©RIPRODUZIONE RISERVATA