Mercato devastato, riaperta l’inchiesta

Il giudice respinge l’archiviazione e riconsegna gli atti alla Procura per nuove indagini anche sulla scomparsa di materiale
LANCIANO. Riaperta l’inchiesta sul mercato coperto. Il giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa ha respinto la richiesta della Procura di archiviare il fascicolo sul mercato di piazza Garibaldi, aperto per danneggiamento (pari a circa 800mila euro) e appropriazione indebita da parte dell’ex gestore Franco D’Alessandro su denuncia presentata dal sindaco Mario Pupillo il 7 ottobre 2019, e ordinato nuove indagini dando anche alcune indicazioni in merito. L’opposizione fatta dal Comune, tramite l’avvocato Antonella Fantini, è quindi andata a buon fine. Il Comune ha chiesto nell’udienza di lunedì di riaprire le indagini, avviate ad ottobre, perché l’ente era tornato in possesso di una struttura devastata e in cui mancava del materiale -arredi e attrezzature varie, infissi, termosifoni e rivestimenti- che sarebbero stati asportati nei giorni precedenti il 10 ottobre 2019 (giorno in cui l’amministrazione è tornata in possesso della struttura) da parte di persone non titolate a farlo. Smantellamento che era stato fotografato dai carabinieri di Lanciano che avevano anche identificato le persone presenti all’interno dell’immobile. Ma l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Carusi, si era chiusa con la richiesta di archiviazione perché “gli elementi acquisiti durante le indagini non erano idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Il giudice ha invece rilevato che bisogna andare avanti, verificare che l’asportazione da parte dell’indagato dei beni presenti nel mercato coperto è stata fatta senza averne titolo. E poi procedere con l’ ascolto dei testimoni, ad esempio i dirigenti comunali, fare perizie, verificare i danni: quelli conteggiati dal Comune facendo riferimento ai documenti inseriti nel collaudo fatto nel 2008 sono da capogiro: ben 781mila euro solo di arredi e impianti a cui aggiungere le lesioni riscontrate sulle luci, la rottura della porta principale, dei controsoffitti, degli scarichi, delle vetrate, delle scale in ferro: oltre 800mila euro. Danni che hanno portato il Comune a poter riaprire solo 400 metri quadrati del mercato. Indagini che per il tribunale potrebbero avere riflessi penalmente rilevanti per D’Alessandro anche per il fallimento della Summa Corporation (avvenuta nel 2015) che aveva avuto in gestione il mercato dopo aver fatto dei lavori.
Si cercherà di fare chiarezza, anche se le vicende giudiziarie e i contenziosi che coinvolgono l’amministrazione e l’imprenditore vanno avanti. Ad esempio è pendente in Consiglio di Stato, la questione della delibera con cui il Comune ha revocato la concessione del mercato a D’Alessandro nel 2017.

