Mercato settimanale alla Villa: gli ambulanti divisi sul trasloco

Dai banchi sul Corso arriva il no allo spostamento: «Verremmo danneggiati, qui c’è più visibilità» Ma i commercianti di via della Liberazione rilanciano: «Siamo svantaggiati, subito provvedimenti»
CHIETI . Si fanno sentire gli ambulanti del mercato del venerdì a Chieti. La notizia dello spostamento dello storico mercato da corso Marrucino alla villa comunale entro la fine di settembre, seppur solo per una prova prima delle scelte definitive, ha creato due correnti di pensiero: da una parte chi ha i banchi lungo il Corso si mostra contrario al trasferimento, mentre tra quelli in via della Liberazione c’è un riscontro favorevole. «È improponibile lo spostamento», dice Leonardo Scarcelli lungo il Corso, «saremo danneggiati». Gli ambulanti esprimono la loro contrarietà alla novità perché qui «gira più gente e c’è più visibilità», spiega Piero Di Marcantonio. «Sarà la rovina dei commercianti del mercato di Chieti», protesta Mariapia Bottega, presente al mercato stesso da 20 anni. Ed è pronta a farsi sentire: «Se ci sposteranno faremo proteste e manifestazioni», annuncia Bottega, «se vedremo un calo delle vendite molti di noi lasceranno il mercato».
Ma dall’altra parte ci sono le voci dei banchi di via della Liberazione. Non si sentono ascoltati gli ambulanti di quest’area, dopo la Trinità, da troppo tempo in attesa di un provvedimento che possa cambiare la situazione: «Abbiamo anche firmato per il trasferimento ma non si sa che fine abbiano fatto le nostre sottoscrizioni», dicono Luciana Tina Resta e Sergio Chiavaroli. «Molti banchi non vengono perché non si lavora», aggiunge Armanno D’Alanno. A svantaggiare il commercio della via è anche la condizione della strada: «Molte persone che frequentano il mercato sono anziane e la via è scomoda con discesa e salita», spiega Gabrì, socio del titolare Massimo D’Alessandro. Gli ambulanti della via promuovono un mercato che possa valorizzare tutto il centro, senza penalizzare le vendite di alcuni banchi: «Immaginiamo un mercato tutto unito», dice Antonio Autorino, «se mettessimo i nostri banchi alla Villa ci sarebbe più affluenza e maggiore visibilità», aggiunge Alessandro Santarelli.
Ma gli ambulanti del Corso ribadiscono l’importanza della presenza del mercato settimanale in pieno centro storico perché aumenta l’affluenza e il passeggio delle persone, contribuendo anche alla visibilità e alle vendite nei negozi. «Senza di noi le altre attività non farebbero affari e non sarebbero neppure visti», dice Angelo Di Federico, presente al mercato lungo il Corso da oltre 10 anni. Conferma la situazione anche lo studio di fotografia lungo lo stesso Corso: «C’è molto passeggio il venerdì e molta affluenza nel negozio», racconta il titolare Concezio Valerio.
«Il mercato è un centro commerciale naturale, diamo un servizio alla città e continuiamo ad avere un rapporto familiare con il cliente», spiega Remo Mariani. «Ogni volta che i negozi ci hanno cacciato poi ci hanno rimpianto», protesta Mariapia Bottega. Tra i negozi del centro la profumeria Femminella chiede che i banchi vengano almeno organizzati meglio per evitare la concorrenza tra prodotti simili: «Non si può mettere una bancarella di borse di fronte ad un negozio che le vende», spiega la titolare Claudia Femminella, «spesso il venerdì mattina trovo le mie vetrine coperte dagli appendini degli ambulanti».
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