Messe del vescovo e musiche in strada

4 Aprile 2020

Da domani al via le celebrazioni nella cattedrale di Lanciano con monsignor Cipollone: «Saremo uniti nella preghiera»

LANCIANO. Si adeguano all’emergenza coronavirus i riti della Settimana santa. Da un lato l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, che dopo aver vietato processioni e veglie, esposizione di statue e sepolcri, concerti e vie crucis per evitare assembramenti, celebrerà le messe in cattedrale e le trasmetterà via streaming; dall’altro l’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri che non rinuncerà a 412 anni di storia e salverà i suoi riti grazie alla musica, anzi alle musiche per eccellenza della Settimana santa: l’elegia di Ravazzoni e il Christus di Masciangelo che riecheggeranno in città.
IL VESCOVO. «Non potremo ritrovarci in parrocchia o nelle nostre due cattedrali per le varie celebrazioni», scrive Cipollone ai fedeli, «ma, grazie anche alla riscoperta dei mezzi di comunicazione sociale, possiamo sentirci uniti nella comune preghiera nei momenti più significativi della Settimana santa. Celebrerò i più importanti appuntamenti liturgici nella cattedrale di Lanciano, dando a tutti voi la possibilità di unirvi a me nella preghiera attraverso l’emittente televisiva Telemax o in streaming sul nostro sito www.diocesilanciano.it». Si inizia domani, “Domenica delle palme” con la messa alle 10, poi giovedì santo alle 18 la messa “In coena domini”. Venerdì santo, alle 15, la celebrazione della Passione del Signore, mentre sabato 11, alle 23, la veglia Pasquale. La domenica di Pasqua la messa è alle 10.
L’ARCICONFRATERNITA. Ma i decreti ministeriali e della Curia potevano avere conseguenze nefaste sui 412 anni di storia dell’Arciconfraternita di San Filippo Neri che rischiava di vederli svanire visto che per la prima volta nella storia non ci saranno la fiaccolata degli Incappucciati del giovedì notte e la processione del Cristo morto del venerdì. Ma sarà la musica a portare avanti la tradizione. «Non potevamo lasciare la città di Lanciano orfana dei riti della Settimana santa», scrive il priore Raffaele Sabella, in una lettera aperta alla città, «e proprio per questo abbiamo deciso di far risuonare giovedì e venerdì santo, lungo il percorso delle nostre processioni, l’elegia di Ravazzoni e il Christus di Masciangelo, insieme ad alcuni estratti del concerto, cantato dalla nostra corale. Tutto sarà scandito dal suono mesto della raganella. Le musiche si ascolteranno un’ora giovedì, dalle 22, e un’ora venerdì, dalle 20 grazie, da 5 postazioni messe lungo il percorso. Ci piacerebbe che tutta la città partecipasse a questi momenti accendendo un lume, fuori alle finestre». L’Arciconfraternita ha poi donato alla Asl il ricavato della questua cittadina, raccolto prima dei divieti ministeriali, per l’acquisto di attrezzature elettromedicali per far fronte all’emergenza Coronavirus.
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