Mette il montascale per la sorella: è guerra nel palazzo

CHIETI. Stanco di vedere la sorella, affetta da una gravissima malattia, letteralmente prigioniera in casa, perché residente in un condominio senza ascensore, Stefano Torello ha deciso di impiantare...
CHIETI. Stanco di vedere la sorella, affetta da una gravissima malattia, letteralmente prigioniera in casa, perché residente in un condominio senza ascensore, Stefano Torello ha deciso di impiantare un montascale per permettere alla sorella Anna Maria di poter uscire di casa in carrozzina. I Torello abitano al secondo piano di un condominio Ater in via Quarantotti e hanno lottato per anni per mettere d’accordo tutti i condomini e per avere un ascensore. Non essendoci riusciti, hanno deciso per il montascale, pagato interamente dalla famiglia, di cui fa parte anche l’anziana madre Rita Liberatore.
Solo che il condominio si ribella. Viene fuori che la procedura per ottenere le autorizzazioni secondo l’amministratore di condominio potrebbe non risultare corretta. La lettera attraverso cui viene comunicato tutto questo è stata una doccia gelata per Torello che si è indebitato, insieme alla madre, per cercare di alleviare la situazione della sorella affetta da atassia cerebellare, una grave e rara patologia neurovegetativa per la quale la scienza non ha trovato una cura. Alla lettera dei condomini che hanno chiesto un parere legale sul montascale, Torello ha risposto rivolgendosi al suo avvocato Alessandro Ragionieri. «Noi abbiamo sollecitato sia l’Ater che il Comune, ma nessuno si è fatto sentire», ha detto l’avvocato, «poi di fronte alla necessità di tutelare la dignità della persona di Anna Maria, un bene protetto dalla Costituzione, abbiamo deciso di non soprassedere più».
«Chiedo solo di poter vedere mia sorella più serena», dice Torello, «vorremmo approfittare anche della bella stagione per portarla fuori e anche essere certi che in caso di una qualsiasi emergenza possa uscire di casa senza troppi problemi». (a.i.)
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