Mettono fuoco all’auto di una donna

Castel Frentano: il raid nella notte, trovati inneschi infiammabili. La vittima è una pasticciera
CASTEL FRENTANO. Non ci sono dubbi sull’intento doloso che ha generato l’incendio di un’auto utilitaria nella notte tra lunedì e martedì in contrada Trastulli di Castel Frentano. La puzza acre di plastica bruciata si è propagandata nella notte insinuandosi nelle finestre delle case vicine, lasciate aperte per ottenere un po’ di refrigerio. Il rapido intervento dei proprietari che hanno utilizzato una pompa dell’acqua per attenuare le fiamme e l’arrivo dei vigili del fuoco da Lanciano, hanno scongiurato conseguenze che potevano essere più gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Lanciano e di Castel Frentano; in quest’ultima caserma i proprietari dell’auto ieri mattina hanno sporto denuncia.
Ad andare a fuoco è stata una Toyota Yaris, parcheggiata nel cortile retrostante la pasticceria Lilliana. Sulla macchina, secondo i primi accertamenti dei vigli del fuoco, sono stati poggiati degli oggetti infiammabili, tipo tavolette per accendere camini o barbecue, che hanno preso fuoco con un innesco liquido, la cui traccia bruciata, sul pavimento in cemento, si vede chiaramente. Le tavolette incendiarie sarebbero state poggiate in prossimità del tappo del serbatoio carburante, delle ruote del lato sinistro e sulle prese d’aria, tra il vano motore e il vetro anteriore. La macchina era a pochi metri dal retro del laboratorio-pasticceria e vicinissima a un grande gazebo.
I carabinieri di Castel Frentano stanno indagando sull’episodio. I proprietari non avrebbero ricevuto minacce. Ad accorgersi dell’incendio - mancavano pochi minuti all’una - è stata l’anziana madre della proprietaria dell’auto che ha visto un forte bagliore nel cortile. «Pensavo che qualcuno avesse lasciato le luci accese e mi sono svegliata», ha detto la donna ancora scossa. Non si trattava di qualche dimenticanza ma di fiamme che già avevano consumato le ruote e si stavano propagandando al motore e alla cappotta della Yaris. A quel punto, mentre la proprietaria chiamava i carabinieri e i vigili del fuoco, il marito provvedeva con una pompa già allacciata a un rubinetto a gettare acqua sul motore della macchina. «La mia paura», afferma il marito della proprietaria, «era che oltre a propagandarsi al gazebo e alla casa, le fiamme potessero far scoppiare il serbatoio del carburante». L’arrivo dei vigli del fuoco ha evitato la completa distruzione dell’auto oltre ad altre conseguenze.
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