«Mi hanno circondato e pestato a sangue»

7 Novembre 2016

Atessa, giovane marocchino racconta ai carabinieri di essere stato aggredito dentro un capannone

ATESSA. È ricoverato all’ospedale di Pescara un giovane di nazionalità marocchina, vittima di un presunto pestaggio. Soccorso lungo la strada provinciale 119 Sangritana nelle prime ore di ieri pomeriggio, ai carabinieri avrebbe raccontato di essere stato aggredito e malmenato da più persone. Ma non ci sarebbero testimoni dell’episodio. I militari stanno indagando. Il giovane in passato ha lavorato in un’azienda della Val di Sangro. Ieri, verso le 14, camminava da solo, barcollando, lungo la Provinciale 119 Sangritana in contrada Piana La Fara. Il suo incedere incerto ha destato curiosità in alcuni passanti. Poi il giovane si è accasciato, tra la strada e la cunetta: aveva ecchimosi sul corpo e soprattutto sul volto. Sul posto si è formato un capannello di persone; alcuni hanno cercato di prestare i primi soccorsi all’uomo, che non ha buona dimestichezza con la lingua italiana. Il marocchino era riverso a terra, cosciente. Inizialmente si è pensato che si trattasse di un malore o che l’uomo fosse stato investito. In quel momento è transitata una pattuglia dei carabinieri di Atessa, impegnata nel consueto controllo del territorio. I militari si sono fermati e, resisi conto delle condizioni dell’uomo, hanno chiamato i soccorsi.

Un’ambulanza del 118, proveniente dall’ospedale di Atessa, ha trasportato il ferito all’ospedale di Pescara. Sul misterioso episodio indagano i carabinieri della compagnia di Atessa, che stanno verificando le informazioni fornite dal marocchino. Il giovane avrebbe dichiarato ai militari di essere stato pestato da più persone, a quanto pare in un capannone. Sulle sue dichiarazioni, però, i carabinieri cercano riscontri, mantenendo il più stretto riserbo sull’accaduto. Sembra che al pestaggio non abbiano assistito testimoni. Per questo partono in salita le indagini dei militari, che stanno cercando di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni fornite dal giovane marocchino sia sull’identità di coloro che lo avrebbero malmenato sia sul luogo dove il pestaggio sarebbe avvenuto.

Matteo Del Nobile

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