«Mi sento tradito dall’amico Febbo»

CHIETI . Prende il microfono in mano e si toglie la giacca. Un gesto che fa già capire che nel suo comizio di chiusura, in una piazza Marconi piena, il candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Di...
CHIETI . Prende il microfono in mano e si toglie la giacca. Un gesto che fa già capire che nel suo comizio di chiusura, in una piazza Marconi piena, il candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Di Stefano non ha intenzione di risparmiarsi. E infatti non lo fa: mescola l’esperienza di anni di comizi e l’umanità del momento, mettendo sul palco la sua storia, politica e personale, con le persone che lo hanno segnato, il maestro e l’amico che lo ha tradito, Giovanni Pace e Mauro Febbo.
«Mi ha ferito umanamente perché lo consideravo amico. Adesso», urla dal palco rivolgendosi direttamente a lui, «resta con quelli che Chieti ha già condannato 10 anni fa», vale a dire il centrosinistra dell’ex sindaco Francesco Ricci che insieme a Febbo sostiene il candidato civico Bruno Di Iorio. Poi torna a parlare di programmi e di come rilanciare la città dove non è nato ma che ha scelto «con la passione del cuore». Parla dell’ospedale, chiedendo all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì di sostenerlo, della mancanza di parcheggi, del distretto sanitario chiuso (spiegando che la Asl è stata costretta a chiuderlo a causa della petizione dei cittadini inviata agli organi di controllo che non ha lasciato scampo), della carenza idrica, del polo universitario e del turismo culturale.
Non manca l’attacco agli avversari, da Paolo De Cesare, «giovanotto a cui piace il microfono, non è riuscito a salire sul palco di Sanremo e non salirà neanche su questo palco», a Di Iorio, «lo metterei nel girone degli ignavi». Il comizio si chiude fra gli applausi, ad aprirlo erano stati i rappresentanti delle liste Antonio Tavani (FdI), Andrea Buracchio (Udc), Anna Lisa Bucci ed Emanuele Imprudente (Lega), Bruno Di Paolo (Giustizia sociale), Donato Marcotullio (Ideabruzzo) ed Elena Toniato (Il popolo della famiglia-Cambiamo). A sorpresa era poi comparso sul palco l’ospite più importante, il presidente Marco Marsilio. (a.i.)

