«Mia madre a Kiev, una terra massacrata»

5 Marzo 2022

Karolina Vycaite, da 15 anni a Chieti, guida l’Associazione cori ucraini: oggi canterà a Roma per la pace

CHIETI. In Italia è venuta per amore. Ha conosciuto un teatino appassionato come lei di musica e 15 anni fa l’ha sposato, trasferendosi a Chieti dove dice di trovarsi molto bene. Ma la sua casa è sotto le bombe in Ucraina, in quella capitale assediata dove ha lasciato l’anziana madre. Karolina Vycaite, presidente dell’Associazione nazionale cori ucraini e manager dell’associazione del marito, Davide Recchia, Chorus Inside, ora è in prima fila per sostenere il suo Paese. Prima della guerra e prima della pandemia, l’associazione Chorus Inside portava in Italia e Chieti migliaia e migliaia di coristi che arrivavano anche da fuori Europa. Quelli ucraini erano coordinati dalla bella donna di Kiev che oggi sarà a Roma per la manifestazione “Cantiamo pace”. A Roma, dalle 15 in piazza Minerva, la Federcori, la Federazione italiana direttori di Coro, e Chorus Inside Lazio, saranno al fianco dell’Associazione nazionale dei cori ucraini della presidente Vycaite, per cantare contro la guerra. Si alterneranno sul sagrato della basilica di Santa Maria Sopra Minerva, presentati dal regista teatrale Paolo Mellucci, 15 cori polifonici di Roma insieme con un piccolo ensemble ucraino per eseguire brani sul tema della pace.
«La mia patria sta bruciando», dice l’organizzatrice di eventi, «mia mamma è ancora a Kiev, per fortuna è in un quartiere che non è stato molto preso di mira dai bombardamenti. La nostra capitale è ancora protetta dai suoi soldati. Ci sono 200mila soldati ucraini che abbattono le bombe puntate su Kiev. Ma nelle altre città ucraine è un massacro. Tanti grandi centri sono stati quasi completamente distrutti».
Vycaite è in contatto con il Comune per future strategie di accoglienza dei profughi. Nel frattempo, dopo l’organizzazione del concerto per la pace, la donna sta organizzando la raccolta di prodotti, soprattutto cibo e medicinali, da mandare in Ucraina. «Sosteniamo la raccolta che sta facendo il prete ortodosso di Chieti, padre Anatoliy», dice, «che ha aperto la sua chiesa a quanti vogliono donare qualcosa».
La chiesa ortodossa di padre Anatoliy Grytskiv ha sede nella chiesa di Sant’Antonio, in viale Abruzzo 122 allo Scalo, ed è aperta dalle 9 alle 19 tutti i giorni. Qui è allestito un punto di raccolta di prodotti, cibo a lunga conservazione e beni di prima necessità, da inviare in Ucraina. Il primo furgone alla volta del Paese in guerra è partito già a fine febbraio. (a.i.)