Micucci: serve un protocollo per i migranti

2 Agosto 2023

L’intervento del sindaco di Rapino dopo le nuove aperture dei centri per minori non accompagnati

CHIETI. Il Comune di Rapino ha richiesto di stipulare un protocollo d’intesa con la prefettura di Chieti guidata da Mario Della Cioppa volto ad assicurare «le migliori condizioni per favorire l’accoglienza e l’integrazione dei migranti». Per trovarsi preparati di fronte a emergenze in caso di sbarchi nella provincia, Rapino si appella così alla «collaborazione istituzionale», dice il sindaco Rocco Micucci, in particolare, chiede delle «garanzie necessarie per accogliere con gentilezza e capacità inclusiva persone fragili che vengono da storie di dolore». E per questo «l’amministrazione ha deciso di chiedere al prefetto di Chieti, con il massimo e consueto spirito di collaborazione, la possibilità di stipulare un protocollo d’intesa che tenga conto di una serie di priorità», dichiara il sindaco che richiede ci sia «un numero di migranti mai superiore al 2 per cento della popolazione e comunque non superiore a venti, prioritariamente corrispondenti a nuclei familiari o minori». Per quando riguarda l’assegnazione è richiesta prima la disponibilità alle strutture comunali idonee e poi alle private; oltre alla verifica della presenza di tutte le necessarie autorizzazioni in materia edilizia e sanitaria delle strutture. «Il gestore», prosegue Micucci, «deve mettere in atto tutte le forme preventive ed educative necessarie all’integrazione degli ospiti sul territorio e che si avvalga di risorse professionali presenti al fine di avere risposte rapide ed efficaci per ogni evenienza». È sottinteso poi il rapporto di collaborazione tra il gestore e il Comune «per impostare un intervento in favore della conoscenza del territorio, della sua storia, della sua organizzazione e per favorire processi di partecipazione degli ospiti alla vita sociale».
Dei trenta migranti assegnati all’Abruzzo, otto sono stati collocati a Chieti Scalo nel Centro di accoglienza straordinaria (Cas) operativo già dal 25 luglio scorso e gestito dall’Adv Arci solidarietà Chieti e dalla cooperativa Nuvola, con il supporto del Comune. «Si tratta di 6 minori provenienti dall’Egitto e 2 dalla Guinea, di età compresa fra i 14 e i 17 anni», spiegano l’assessore alle Politiche sociali Mara Maretti e la coordinatrice del centro Giulia De Donato Fasoli. I centri seguono tutti i protocolli Cas come scolarizzazione, alfabetizzazione e laboratori di vario tipo per l’inserimento futuro del mondo del lavoro. «La struttura è costantemente monitorata e vigilata dallo staff di gestione», proseguono Maretti e Fasoli, «si tratta di ragazzi che arrivano da situazioni difficili e a cui è necessario dare supporto e accoglienza, come stabiliscono le normative governative che ripartiscono su tutti i territori del paese i soggetti da accogliere e risorse mirate per farlo». (e.g.)
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