Migrante ricoverata per la tubercolosi

21 Luglio 2024

Arrivati i 31 profughi. Donna a malattie infettive a Chieti. In pediatria, ma solo per controlli, due bambini di cui uno di un anno

ORTONA. Un applauso ripetuto ben 31 volte come segno di incoraggiamento e di vicinanza per i patimenti conseguenti alla fuga dai loro luoghi di origine. Così ieri i 31 migranti sono stato accolti al porto di Ortona. Grazie all’intervento della nave umanitaria Sea Eye 4, intorno alle 17.45 e con 15 minuti di anticipo rispetto a quanto previsto, c’è stato il decimo sbarco dei profughi - provenienti questa volta tutti dall’Africa - sulla banchina di riva, preferita al molo nord per il ristretto numero di persone a bordo. Tra loro 6 donne e 14 minorenni, di cui 12 non accompagnati e un bambino di appena un anno. Sulla nave si è riscontrato un caso di tubercolosi a una donna, che è stata subito trasferita nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Chieti, e 6 casi di scabbia che erano stati già trattati a bordo e che continueranno nelle terapie del caso nei propri centri di accoglienza. I 31 migranti arrivavano da Libia, Etiopia, Eritrea, Ciad, Sudan e Ghana. Tutti sono stati salvati dalla nave della ong tedesca in due interventi, il primo al largo della costa libica e il secondo nelle acque maltesi. Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla prefettura di Chieti con il viceprefetto Gianluca Braga, che ha dichiarato: «Considerato il numero contenuto dei migranti, rimarranno tutti in Abruzzo e verranno suddivisi nelle quattro province in parti uguali secondo i criteri stabiliti in accordo con la prefettura capoluogo».
Quello di ieri - sulla banchina la trask force con forze dell’ordine, personale Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), Croce Rossa e protezione civile - è stato il decimo sbarco da quando Ortona è stata scelta dal ministero come destinataria dei profughi e il quarto del 2024, ma l’organizzazione non governativa tedesca polemizza contro lo stato italiano per aver assegnato alla Sea Eye 4 il porto ortonese considerato un luogo lontano da quello dove solitamente opera. Dopo un breve trasferimento nella zona di Tamarete per le operazioni di assistenza, i migranti, intorno alle 22, sono partiti verso i centri di accoglienza abruzzesi. (j.p.)