Migranti, a Caner l’appalto da 1,6 milioni

1 Aprile 2017

Sarà la cooperativa sociale “Pianeti diversi”, parte di Matrix, a gestire il centro di accoglienza vastese

VASTO. Sarà la cooperativa sociale “Pianeti Diversi” a occuparsi dell’accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati. La coop, che fa parte del Consorzio Matrix di Simone Caner, si è infatti aggiudicato l’appalto per la progettazione e la gestione dei servizi per un importo complessivo di 1.599.500 euro per il triennio 2017-2019. La proposta di affidamento è stata avanzata dalla Commissione giudicatrice presieduta dall’avvocato Stefano Monteferrante (dirigente del IV settore) e composta da Angela Marchesani (dipendente comunale), Lidia Carlucci (sociologa esperta in scienze politiche internazionali) e Daniela Di Cesare (istruttore direttivo del servizio gare e appalti del Comune). Non si è presentato particolarmente complesso il lavoro dell’organismo che il 17 marzo scorso, cioè 24 ore dopo la scadenza del termine per le offerte, nella seduta pubblica per la verifica della documentazione amministrativa, ha preso atto della partecipazione di un solo operatore economico, cioè la cooperativa “Pianeti Diversi”, società con sede a Vasto che ha al suo attivo la gestione di altri servizi per conto dell’amministrazione comunale, come l’asilo nido del quartiere San Paolo e il servizio di assistenza scolastica per alunni diversamente abili. Alla proposta tecnica della cooperativa la Commissione ha attribuito un punteggio di 73,20. La stipula del contratto è condizionata all’approvazione del progetto e all’ammissione al finanziamento da parte del Ministero dell’Interno nella misura massima del 95%, mentre il restante 5% del costo complessivo sarà cofinanziato dal soggetto attuatore. Il comune di Vasto ha aderito allo Sprar (sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) lo scorso mese di dicembre. Una scelta duramente contestata dalle opposizioni che sull’argomento chiesero ed ottennero la convocazione di un consiglio comunale per chiedere la revoca della delibera ed un’analisi approfondita sul numero dei migranti presenti in città che oggi sono ospitati nelle diverse strutture del territorio. In quella occasione le minoranze parlarono anche di «apertura indiscriminata». Critiche che il sindaco Francesco Menna e l’assessore alle politiche sociali, Lina Marchesani, rispedirono al mittente, precisando che «l’adesione al sistema Sprar avrebbe esonerato l’ente, in virtù di una clausola di salvaguardia, dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza stabilite univocamente dalla Prefettura». (a.b.)