Migranti in convento «La Soprintendenza aveva detto di no»
SAN BUONO. Migranti nel convento di Sant’Antonio. Il sindaco Nicola Filippone non ci sta e chiede chiarezza alla prefettura. Quel convento è uno scrigno di storia e cultura. «San Buono fu feudo della...
SAN BUONO. Migranti nel convento di Sant’Antonio. Il sindaco Nicola Filippone non ci sta e chiede chiarezza alla prefettura. Quel convento è uno scrigno di storia e cultura.
«San Buono fu feudo della famiglia dei Grandinato e dei Caracciolo, proprio uno di questi Marino IV Caracciolo, fece costruire il magnifico convento di Sant’Antonio immerso nel verde di una vallata poco fuori del paese. Il convento ha ospitato sia il Museo per l’arte, l’Archeologia e la Cultura del Vastese che la Fondazione di Partecipazione omonima.
La Sovrintendenza, quando è emersa l’ipotesi di un accordo fra i frati e la cooperativa Matrix diede parere sfavorevole. Come mai non si è tenuto conto di quel parere? Che fine ha fatto quel documento? Un decreto ministeriale vale di più del vincolo della Sovrintendenza. Un bene archeologico non ha più alcun valore? Vorrei avere delle risposte», dice il sindaco Filippone.
In località Fonte San Nicola, sulle pendici del Monte Sorbo, sono venuti alla luce materiali dell’Età del Ferro e le indagini archeologiche effettuate hanno consentito di intravedere l’ampiezza dell’area sacra, che ospita diversi sacelli e locali annessi al tempio principale. (p.c.)
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