Migranti, sbarco anticipato alle 24 Visite a bordo, poi il trasferimento

14 Novembre 2023

Stasera l’arrivo di 128 profughi con 3 donne e 2 bambini con la nave Ocean Viking che li ha soccorsi Per la prima volta attivata una struttura in contrada Tamarete per le operazioni di identificazione

ORTONA. La nave Ocean Viking dell’organizzazione non governativa (Ong) Sos Mediterranée con a bordo 128 migranti attraccherà in banchina nord intorno alla mezzanotte di oggi. Anticipato l’orario, dunque, rispetto alle prime comunicazioni, che davano l’arrivo dei profughi a Ortona alle 4 del mattino circa di domani. Sarà la prima volta in cui verrà utilizzata la struttura allestita in contrada Tamarete per le operazioni post sbarco che, quindi, non si effettueranno più nell’area portuale poiché ne rallentavano e compromettevano l’utilizzo per gli scopi commerciali.
RIUNIONE DELLA PREFETTURAPer mettere a punto tutta la macchina organizzativa si è svolta nella mattinata di ieri una riunione a cui hanno partecipato prefettura, questura, Comune di Ortona, guardia di finanza, carabinieri, capitaneria di porto, Asl, ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), 118, protezione civile, Croce Rossa, autorità di sistema portuale. I migranti, dunque, attraccheranno nel porto come di consueto e lì entrerà in azione il personale dell’Usmaf che effettuerà i primi controlli medici direttamente a bordo della nave. Una volta scesi dalla imbarcazione le 128 persone, tra cui 3 donne e 2 bambini, saranno trasferite con i mezzi a Tamarete dove saranno svolte tutte le operazioni di controllo, identificazione e prima accoglienza, sarà distribuito il pasto caldo e verrà effettuato il cambio dei vestiti. Successivamente partiranno per i centri assegnati. Nel merito è intervenuto anche il sindaco, Leo Castiglione. «Siamo certi che con questo nuovo allestimento le procedure si svolgeranno in maniera più celere e ordinata», ha detto il primo cittadino, «tutto a vantaggio dei migranti che dopo un viaggio estenuante, al limite della sopportazione umana, troveranno una sistemazione più agevole alle loro esigenze».
TRE I SALVATAGGI DELLA ONGL’imbarcazione dell’organizzazione umanitaria francese è stata impegnata in tre soccorsi in mare in due giorni. L’ultimo è di sabato pomeriggio, quando sono state salvate 61 persone da una barca di legno “in pericolo” in acque internazionali al largo della Libia, dopo un mayday trasmesso da un peschereccio. Le operazioni sono state condotte con il supporto dell’aereo Colibrì della Ong Pilotes Volontaires. In precedenza, sempre la Ocean Viking aveva recuperato 67 migranti, in due diversi soccorsi effettuati venerdì sera in zona di ricerca e salvataggio libica in seguito alle segnalazioni del call center per le persone in difficoltà nel Mediterraneo, Alarm Phone. «Il team di SosMed ha dapprima salvato 33 persone da un’imbarcazione instabile in vetroresina in cui nessuno dei naufraghi aveva un giubbotto di salvataggio», aveva spiegato l’Ong, «e poi ha recuperato altre 34 persone. I sopravvissuti presentano gravi ustioni e sintomi di intossicazioni».
LA NAVE RISCHIA IL FERMOLa Ocean Viking potrebbe rischiare il fermo amministrativo previsto nei casi di violazione del cosiddetto decreto Piantedosi, che riguarda i salvataggi in mare e impone alle imbarcazioni di arrivare al porto assegnato, senza più bloccarsi per ulteriori soccorsi, appena ricevuta l’indicazione dell’approdo.
SESTO SBARCO DEL 2023Si tratta del sesto sbarco in Abruzzo da inizio anno. Il primo il 24 febbraio con la nave Aita Mari dell’Ong Salvamento Maritimo Umanitario, il secondo il 28 marzo con la nave Life Support di Emergency. Poi ancora il 2 giugno con la nave Sea Eye, il 4 luglio con la Humanity one e il 23 agosto di nuovo Emergency con la Life Support. Quello di stanotte si preannuncia come lo sbarco più complesso, anche a causa delle condizioni di salute dei naufraghi a bordo. La macchina dell'accoglienza riparte ancora una volta sotto il coordinamento della prefettura di Chieti. Per le 128 anime che toccheranno il suolo italiano inizierà una nuova vita fatta di speranza. Toccherà all'Europa offrire loro una condizione migliore. È questa la vera grande sfida.
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