Milena sparita da cinque giorni Anche in mare nessuna traccia

Ieri le ricerche a Punta Le Morge: i cani avevano fiutato l’odore della 54enne abbaiando senza sosta I sommozzatori della Finanza non trovano nulla. La Renault Clio ispezionata dalla polizia scientifica
LANCIANO. Dopo 5 giorni sono ancora senza esito le ricerche di Milena Santirocco, l'insegnante di fitness e danza scomparsa domenica scorsa da Torino di Sangro. La donna, originaria di Capistrello (L'Aquila), dove vivono diversi familiari, e residente a Lanciano, è uscita per fare una passeggiata al mare e non è più tornata a casa. La sua auto è stata ritrovata in un parcheggio sul lungomare di Torino di Sangro, con una gomma forata da un chiodo, il suo cellulare risulta spento dal tardo pomeriggio di domenica e il suo profilo Facebook disattivato. Da lunedì, ovvero da quando i figli Manuel e Denis, gli ultimi ad averla vista, hanno presentato denuncia di scomparsa, le ricerche vanno avanti senza sosta. E ieri mattina si sono concentrate nel tratto di mare in località Punta Le Morge, a circa 500 metri da dove Milena domenica ha scattato le ultime foto postate sullo stato di Whatsapp.
Alle 8.30 il giallo sembra vicino a una svolta dopo che i cani fiutano le sue tracce sulla spiaggia antistante il trabocco Le Morge. «Un nostro cane ha fiutato l'odore della signora e ci ha spinto verso il mare», dice Marco Schiavone, presidente dell'associazione Eracle Templari Federiciani, affiliata alla Federazione italiana salvamento acquatico. Altri due cani verranno portati nello stesso posto, ottenendo la medesima reazione. «Si sono fermati a riva e abbaiavano in direzione del mare», continua Schiavone, «i sommozzatori della guardia di finanza stanno perlustrando la zona attorno al trabocco. Speriamo sia solo l'odore e che la signora sia viva da qualche altra parte». L'accesso alla spiaggia viene interdetto. In supporto c'è la motovedetta della guardia costiera. Per i figli di Milena e la sorella Sonia sono ore di angoscia. Alle 13 i sub riemergono. «Non abbiamo trovato nulla», dice il maresciallo Gaetano Di Giovanni, comandante del nucleo sommozzatori di Pescara, «neanche un oggetto, un indumento. Il meteo però è stato ballerino. Abbiamo perlustrato tutto intorno al trabocco e le scogliere a nord e a sud. Il fondale era basso».
I familiari di Milena tirano un sospiro di sollievo. Ci si risposta tutti – parenti, forze dell'ordine, giornalisti e troupe televisive – alla base operativa dei vigili del fuoco, nel parcheggio di via Costa Verde. Qui in mattinata la polizia scientifica ha esaminato la Renault Clio grigia di Milena, trovata chiusa e con una gomma forata da un chiodo. Circostanza casuale o gesto fatto da qualcuno? L'auto viene posta sotto sequestro e caricata da un carro attrezzi. Nel pomeriggio si tiene il vertice convocato dalla prefettura di Chieti per fare il punto sulle ricerche. Al termine, l'ufficio di gabinetto fa sapere che «le attività di ricerca proseguono senza soluzione di continuità». Sono coinvolte tutte le forze dell’ordine, anche con utilizzo di droni con termocamera e di mezzi aerei, l’Agenzia regionale di protezione civile, con associazioni di volontari e altre specializzate con unità cinofile, e la Capitaneria di porto di Ortona. Oltre alle ricerche in mare, proseguono quelle nelle altre aree, in particolare nella lecceta. Permane l’avviso di ricerca diramato a livello nazionale. In parallelo vanno avanti le indagini della polizia di Stato. La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. Si scandaglia la vita privata di Milena e la sua rete di relazioni in cerca di qualche elemento utile a ritrovarla.
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