Mileno, stipendi dimezzati in agitazione 300 lavoratori

Vasto. La decisione presa dall’assemblea dei dipendenti della Fondazione I sindacati: «La proprietà taglia? A noi non è arrivata alcuna comunicazione»
VASTO. Sono in stato di agitazione i 300 dipendenti della Fondazione Padre Alberto Mileno. La decisione è stata presa al termine dell’assemblea indetta ieri, dalle 11 alle 13, dai sindacati all’Istituto San Francesco di Vasto Marina, e che ha registrato la partecipazione di una sessantina di lavoratori. Tutti molto preoccupati perché nella busta paga di gennaio hanno trovato il loro stipendio decurtato del 50%.
«C’è molta apprensione», raccontano i sindacalisti dopo l’incontro, «i lavoratori temono di rivivere l’incubo di alcuni anni fa quando al posto degli stipendi presero solo degli acconti. La direzione sostiene di vantare un credito di diversi milioni dalle Asl per le prestazioni sanitarie rese, ma è quanto meno singolare che una Fondazione che gestisce 200 posti letto e 300 dipendenti si accorga il 10 febbraio che non avrebbe potuto pagare gli stipendi per intero. Censuriamo anche il fatto che la comunicazione sia avvenuta tramite uno scarno comunicato, senza alcun preavviso alle organizzazioni sindacali. Questo comportamento manifesta chiusura nei confronti dei dipendenti che regolarmente assolvono ai loro doveri e solleva la mancanza di corrette relazioni sindacali, nonostante la collaborazione ricevuta nel recente passato a fronte di una gravissima crisi finanziaria».
Cgil, Cisl e Uil, rappresentati da Giuseppe Rucci, Daniele Leone, Antonio Del Casale, Donato Tricase, Camillo Di Felice, Domenico Fecondo e Sergio Argentieri, non escludono che, oltre al proclamato stato di agitazione, vengano messe in cantiere altre forme di protesta.
Nel frattempo i lavoratori hanno incassato la solidarietà e il sostegno non solo del sindaco Francesco Menna, ma anche di altri esponenti politici e del Comitato civico L’Arcobaleno.
Qualcuno ha anche parlato di strumentalizzazioni e polemiche inutili nei confronti della Regione, finita a più riprese nel mirino per la mancata sottoscrizione dei contratti con le aziende private e la mancata determinazione del budget previsto per l’annualità 2020. È il caso di Sabrina Bocchino, consigliera regionale della Lega, secondo la quale «la Regione sta facendo la sua parte: ha trasmesso alle Asl la nota con cui sono stati confermati in via provvisoria per l’anno 2020 i tetti complessivi di spesa del 2019 per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti accreditati». (a.b.)
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