Mille firme non bloccano il cemento

5 Novembre 2015

Piazza Carafa, sì al palazzo vicino all’asilo. Approvata dopo 7 ore di battaglia la realizzazione di 23 appartamenti

CHIETI. Quattro pregiudiziali, a firma dell’opposizione, respinte, e variante urbanistica di piazza Carafa licenziata a maggioranza dall’aula dopo due ore di sospensione dei lavori della seduta. Il consiglio comunale dà il via libera al progetto da 2 milioni e 545 mila euro inserito nel Piano urbano complesso (Puc) che porterà alla realizzazione di 9 appartamenti a canone concordato, dislocati su tre piani, nell’ex ufficio postale di piazza Carafa, dove al primo piano è già stato realizzato un asilo nido per 31 bambini in attesa di essere completato con finanziamenti regionali, mentre saranno 15 gli alloggi di edilizia sovvenzionata, sistemati su cinque piani, che dovranno sorgere nello stabile di fianco alle vecchie poste che in passato ha accolto anche un asilo. Nell’area dell’edificio limitrofo al nuovo asilo di piazza Carafa troverà posto, inoltre, una palazzina residenziale con 8 appartamenti, 8 garage e 6 posti auto privati. La maggioranza di centrodestra esulta anche se dovrà pubblicare i bandi del caso ed appaltare i lavori entro il 31 dicembre per non perdere i preziosi fondi ministeriali e regionali del Puc. L’opposizione attacca. «Il progetto», tuona Luigi Febo, consigliere di Chieti per Chieti, «non è conforme allo strumento urbanistico vigente e non può essere inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. Poi comporterà una nuova colata di cemento per piazza Carafa con una volumetria pari a 4 metri cubi al metro quadro. Il tutto senza servizi adeguati».

Alessandro Marzoli, firmatario di un’altra pregiudiziale bocciata dall’aula ha fatto notare, invece, che la variante urbanistica presentata dal Comune, che cambia in residenziale la destinazione d’uso pubblica esistente prima per i due immobili di piazza Carafa oggetto di delibera, è mancante del parere del Genio Civile, organo competente in materia, e della Provincia, ente supervisore dei Piani regolatori generali del territorio. Non è così per l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice. «Parliamo di una semplice variante e quindi basta avanzare la richiesta di parere», sostiene, «per validare la variante predisposta». Quando il botta e risposta tra i due schieramenti sembrava avviarsi a conclusione prende la parola Alessio Di Iorio, consigliere del Pd, che chiede e ottiene, con il supporto di Febo, una sospensione della seduta consiliare per approfondire l’analisi del partito di delibera già snocciolato, però, durante la commissione consiliare di qualche giorno fa. La pausa iniziale di quindici minuti diventa di due ore con la riunione dei gruppi consiliari che si conclude con un’altra sorpresa: nella delibera prodotta dall’ente manca il parere di conformità urbanistica rilasciato dall’ufficio urbanistica. La minoranza, ovviamente, solleva il problema in aula e chiede di rinviare la seduta. E’ il dirigente del settore lavori pubblici, ingegner Paolo Intorbida, a stoppare ogni velleità dell’opposizione. «Il parere di conformità urbanistica non è necessario per un’opera pubblica. Basta il parere del Rup», spiega Intorbida, «che è presente nelle premesse della stessa delibera». Il consiglio, a stretto giro, va avanti fino all’approvazione della contestata variante. Roberto Di Monte, presidente del comitato “Chieti Scalo Centro” promotore di una petizione da 1015 contro il progetto di riqualificazione di piazza Carafa, attacca. «Il Comune non ha mantenuto le promesse fatte. Si andrà a congestionare ulteriormente una zona», dice, «satura e senza servizi per la collettività».