Minacce agli elettori: reato non prescritto

10 Marzo 2015

Ari, la Cassazione riapre il processo contro ex sindaco e vice per aver intimorito alcuni cittadini aresi

ARI. «Se voti per Marcello Salerno ti faccio nera, ti faccio chiudere il locale». Secondo la parte civile, a pronunciare la colorita frase rivolta alla titolare di un bar era stata la candidata a sindaco Elena Di Biase alla vigilia delle comunali del 2009, poi effettivamente vinte dalla lista in cui il suo compagno, il sindaco uscente Renato D'Alessandro, era candidato a consigliere. Minaccia che insieme a pressioni fatte su alcuni elettori perché rendessero riconoscibili le schede introdotte nell'urna, con preferenze sempre a vantaggio della coppia, saranno al centro di un nuovo processo in corte d'Appello all'Aquila con udienza già fissata al prossimo 16 giugno. Torna così in tribunale il caso giudiziario più discusso degli ultimi anni da queste parti, fatti che dominarono anche in consiglio comunale gli anni successivi a quelle contestate elezioni fino al maggio 2014, quando Salerno con la sua lista "Ari futura" dopo un quinquennio all'opposizione vinse infine le elezioni. Al secondo grado si è arrivati dopo che la corte di Cassazione ha annullato lo scorso novembre (sentenza depositata a gennaio di quest'anno) la sentenza del giudice monocratico della sezione distaccata di Ortona, che aveva deciso di non procedere nei confronti di D'Alessandro e Di Biase per intervenuta prescrizione dei reati. Salerno si era costituito parte civile e, assistito dall'avvocato Giacomo Nicolucci di Lanciano, ha ora ottenuto la riassunzione della causa. I testimoni contro i due candidati del 2009 sono cinque, tutti elettori di Ari. Saranno chiamati a deporre sui fatti contestati. Si parlerà delle schede su cui avrebbero dovuto apporre segni concordati al fine di rendere palese ai due accusati il voto a favore della lista uscente, per esempio il nome del già due volte sindaco D'Alessandro in stampatello e il cognome in corsivo, oppure la 'e' del nome in corsivo e tutto il resto a caratteri capitali.

La causa viene riassunta soltanto agli effetti civili, così ha scelto Salerno. Che chiede alla corte di pronunciarsi per un risarcimento dei danni non patrimoniali subiti stabilito in 50mila euro più spese per l'assistenza legale e di giudizio. Di Biase divenne sindaco con uno scarto di appena 31 voti su Salerno.

Francesco Blasi

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