Minacce ai politici, esami sulla lettera

5 Novembre 2018

Al lavoro gli specialisti della polizia di Ancona: caccia a tracce di Dna e impronte sulla busta

CHIETI. Si apre una settimana decisiva per le indagini sulla busta arrivata in prefettura con un proiettile e una lettera piena di minacce di morte a politici e amministratori della sanità. Nelle prossime ore, una prima informativa della Digos, diretta dal vice questore Coriolano Conte, arriverà sul tavolo del pubblico ministero Lucia Anna Campo. La procura ha aperto un’inchiesta per cercare di dare un volto all’anonimo che si è scagliato contro il senatore Pd Luciano D’Alfonso, già governatore d’Abruzzo, gli assessori regionali alla sanità Silvio Paolucci e all’agricoltura Dino Pepe, il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, il manager e il direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco e Vincenzo Orsatti. Il fascicolo, almeno per ora, è contro ignoti.
È l’ultima lettera scritta a mano la chiave per risolvere il giallo: la grafia dell’autore è diversa rispetto a quella utilizzata sulle due precedenti missive minatorie arrivate negli uffici aquilani di Paolucci, a maggio e a fine estate. Ma gli investigatori ritengono praticamente certo che ci sia la stessa mano dietro tutti i plichi.
La polizia scientifica di Chieti invierà i reperti sequestrati agli specialisti di Ancona: l’obiettivo è trovare eventuali impronte o tracce di Dna lasciate sulla busta gialla e sui due fogli formato A4 con le frasi minatorie.
Intanto, le minacce non hanno cancellato l’agenda dei politici e degli amministratori finiti nel mirino dell’anonimo che dice di appartenere a un fantomatico movimento che si rifà alla Repubblica Vastese, proclamata nel 1799 sul modello francese ed esistita per poco più di cinque mesi. Il caso è seguito in prima persona anche dal questore Ruggiero Borzacchiello e dal prefetto Antonio Corona. (g.let.)
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