Minacce alla moglie: allontanato

6 Ottobre 2023

L’uomo denunciato per le violenze dopo il ricovero della donna in pronto soccorso

VASTO. Aveva reso la vita della moglie un inferno. Con minacce e violenza la obbligava ad avere rapporti sessuali. Se la donna si opponeva veniva picchiata e minacciata di morte. L’incubo per lei è finito mercoledì sera. Un operaio di 58 anni, di Vasto, è stato allontanato dalla moglie su ordine del giudice Anna Rosa Capuozzo. I reati contestati sono di violenza, minacce, vessazioni e aggressioni sia fisiche che verbali. Reati per i quali si rischia una condanna che va da 6 a 12 anni di reclusione. L’uomo dovrà restare ad almeno un chilometro distante dalla donna, evitando di avvicinarsi anche luoghi di lavoro della vittima o ambienti da lei frequentati.
Fondamentali si sono rivelati i referti del pronto soccorso di Vasto e l’aiuto delle operatrici del centro “Donna attiva”. «Il giudice Capuozzo, lette le conclusioni del pm, non ha avuto dubbi e ha applicato il Codice rosso», spiega l’avvocato della donna, Raffaele Giacomucci. Le indagini sulla vicenda hanno avuto inizio dopo la denuncia della donna, anche lei di Vasto. Lei ha taciuto a lungo per vergogna e paura. Il marito, un tempo gentile e premuroso era diventato aggressivo, obbligandola ad avere rapporti sessuali ovunque per poi passare a condotte violente, maltrattamenti e percosse. Per punirla le negava i soldi per le cure e per la spesa.
Il 4 settembre scorso la poveretta è finita al pronto soccorso. I medici nel vedere il suo corpo pieno di lividi e lesioni hanno avvisato i carabinieri. La donna, messa alle strette dai militari, ha raccontato che il marito durante l’ennesima aggressione l’aveva colpita alla testa e le aveva provocato lividi e graffi. Con una lametta da barba l’aveva minacciata di morte qualora avesse raccontato l’accaduto. Uscita dall’ospedale la donna ha trascorso la notte da un’amica e il mattino successivo ha presentato la denuncia. Non contento, l’accusato ha continuato a seguirla procurandole uno stato d’ansia e paura. Lette la relazione dei carabinieri e le conclusioni del pm, il giudice ha ritenuto necessaria la misura cautelare dell’allontanamento dell’accusato da casa, con il divieto di avvicinarsi anche ai parenti della vittima e di intrattenere con lei qualsiasi tipo di comunicazione. Se il 58enne non dovesse osservare i divieti rischia il carcere.(p.c.)
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