Minacce alla moglie col coltello: torna libero

25 Agosto 2022

Per l’uomo disarmato dal figlio 14enne scatta il divieto di avvicinamento: «Mi ha aggredito prima lei»

BUCCHIANICO. È stato rimesso in libertà nel primo pomeriggio di ieri, subito dopo l’udienza che non ha convalidato il suo arresto, ma dovrà stare lontano almeno trecento metri dalla moglie e dal figlio, non potrà dimorare nel territorio del comune di Bucchianico e presto dovrà indossare anche il braccialetto elettronico.
Sono queste le misure cautelari disposte dal giudice Andrea Di Berardino nei confronti del 43enne di Bucchianico che nella notte tra lunedì e martedì aveva minacciato sua moglie con un coltello, al culmine di una lite accesa, ed era stato disarmato dal figlio di 14 anni, che aveva consentito alla donna di avvertire i carabinieri. L’intervento del nucleo radiomobile della compagnia di Chieti aveva evitato che la situazione peggiorasse. E considerata la flagranza di reato i militari dell’Arma avevano proceduto all’arresto del 43enne per maltrattamenti in famiglia e lesioni ai danni della moglie, sequestrando anche il coltello usato per le minacce. Sono queste le accuse di cui dovrà rispondere l’uomo davanti al gup tra qualche mese. Durante l’udienza di convalida di ieri, il 43enne ha fornito la sua versione dei fatti davanti al giudice Di Berardino: «Il procuratore aveva chiesto la detenzione cautelare in carcere», spiega l’avvocato Luciano Di Felice che difende il 43enne, «ma il giudice ha ritenuto che fosse una misura inadeguata per il caso concreto».
Stando alla ricostruzione fatta dall’uomo, è vero che nella notte tra lunedì e martedì avrebbe messo le mani addosso a sua moglie, ma solo per difendersi da una prima aggressione ricevuta dalla donna stessa (che ha ricevuto una prognosi di 7 giorni, ndr).
L’uomo ha anche negato di aver scaraventato a terra e rotto il cellulare della moglie sostenendo che, se il telefonino fosse stato davvero distrutto, la donna non avrebbe avuto la possibilità di avvertire i carabinieri. Il 43enne ha anche negato di essere stato disarmato dal figlio.
Dopo la notte di follia, la donna aveva denunciato ai carabinieri i maltrattamenti subiti dal marito, di cui era oggetto anche il figlio minorenne. E proprio la testimonianza di quest’ultimo, che ha mostrato una lucidità fuori dal comune in quella notte di paura, potrebbe essere decisiva per fare chiarezza sull’accaduto: se il ragazzo, che presto sarà sentito anche dall’avvocato Di Felice, dovesse confermare la versione della madre, non è esclusa la richiesta di un patteggiamento da parte della difesa, in caso contrario la partita legale si giocherà nel merito delle accuse. (d.b.)