Minacce di morte all’ex moglie, torna in carcere dopo sette mesi

Le ulteriori indagini e l’arresto di un 43enne eseguiti dai carabinieri della compagnia di Atessa Per l’uomo c’è l’aggravamento del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna
ATESSA. Minaccia di morte la moglie dalla quale si sta separando: si riaprono le porte del carcere per un 43enne responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia. È l'ennesimo caso di “Codice rosso” nei comuni serviti dal tribunale di Lanciano.
Martedì pomeriggio i carabinieri della compagnia di Atessa hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dell'uomo, emessa dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta della locale Procura. Per il 43enne si tratta di un aggravamento della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, a cui l’indagato era già sottoposto dal 3 gennaio scorso. Ma in precedenza, a dicembre, l'uomo era finito in carcere, a Regina Coeli, per i continui maltrattamenti a cui per dieci anni, praticamente dall'inizio della relazione coniugale, aveva sottoposto la moglie. Violenze generate dalla morbosa e ingiustificata gelosia dell'uomo, che consistevano in comportamenti denigratori, violenze fisiche e morali, spesso consumate anche alla presenza dei figli minori.
Spinte, schiaffi e minacce di morte che la donna ha sopportato a lungo nella speranza di un cambiamento del marito, mai avvenuto. Giorno dopo giorno le violenze reiterate avevano fatto insorgere in lei una condizione di vero e proprio abbattimento psicologico e prostrazione, in grado di minare fortemente il suo equilibrio psicofisico e da rendere la comunanza di vita con il marito penosa e intollerabile. La donna si era isolata e ormai usciva solo con i figli, con i parenti o con il marito, mai da sola.
Dopo il primo arresto, a gennaio l'uomo è tornato libero con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie. Dopo appena sei mesi adesso torna in carcere, questa volta a Vasto. La nuova e più afflittiva misura cautelare non è scattata, però, per una violazione della precedente disposizione del giudice. Il 43enne si è reso responsabile di nuove inquietanti condotte: più volte, sin dal giorno successivo all’applicazione del divieto di avvicinamento, ha contattato telefonicamente la moglie ingiuriandola e minacciandola in modo grave, anche con messaggi audio e video. Degli accertamenti si sono occupati i militari della compagnia di Atessa, diretti dal capitano Alfonso Venturi. E l'Arma dei carabinieri lancia, a livello nazionale, una campagna antiviolenza per invitare le vittime di violenze di genere a chiedere aiuto e a chiamare il 112.
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