Minacce di morte e ingiurie in piazza

La mattinata folle e violenta alla Trinità di un giovane pescarese evaso dagli arresti in casa: si becca tre denunce
CHIETI. E’ un pescarese di Rancitelli, agli arresti domiciliari a Francavilla per sequestro di una minore, il 19enne in canottiera, calzoni corti e scarpe da tennis che ieri mattina ha terrorizzato commercianti, baristi e cittadini in piazza Trento e Trieste. Le iniziali del suo nome sono F.C. ed ha minacciato di morte una fruttivendola, il titolare di un frequentato bar che ha reagito coraggiosamente mettendolo con decisione alla porta, e un malcapitato corriere che è stato il primo a sporgere denuncia. Ubriaco e sfacciato, ha fatto irruzione nel negozio di frutta e verdura, arraffando merce e uscendo – secondo il racconto di chi era presente – senza pagare dopo aver apostrofato con toni violenti la commerciante. Nel bar ha poi minacciato il titolare dicendogli che gli avrebbe dato fuoco al locale. Quindi, dopo essersi piazzato al centro della Trinità, ha cominciato a fare gestacci indicando le proprie parti intime e impugnando un bicchiere di birra, l’ennesimo dopo una notte trascorsa a bere, che ha poi lanciato contro i vigili urbani intervenuti sul posto insieme agli uomini della squadra mobile e ai carabinieri ai quali è stata affidata l’indagine. Tutto si è consumato tra le 8 e le 9 di ieri. Sono stati i poliziotti a scoprire, grazie a una intuizione investigativa, chi fosse quel giovane folle e violento dal passato burrascoso, accusato, quando ancora era minorenne, del sequestro di una ragazzina di Chieti, che poi era rimasta incinta.
Proprio per lei è tornato a Chieti, all’alba di ieri, evadendo dagli arresti domiciliari a Francavilla, dove ieri mattina i carabinieri si sono recati e non l’hanno trovato. Il primo a capitargli nel mirino è stato il corriere che si è visto rifilare un pugno contro lo specchietto retrovisore del furgone e, subito dopo, minacciare di morte. Ma da questi, il 19enne pescarese ha ricevuto la prima denuncia per danneggiamenti e minacce. La seconda è scattata per l’evasione dai domiciliari. Ma gli sta arrivando anche la terza denuncia per tutto il resto che ha combinato in quasi un’ora di pazzia in centro. All’arrivo dei carabinieri, F.C. si è dato alla fuga, lanciando il bicchiere contro i vigili urbani, non prima aver chiamato per nome un coetaneo che era con lui, e aver pronunciato anche il nome della ragazza di Chieti da cui voleva recarsi. Ma proprio questo particolare lo ha incastrato.
In piazza, in quegli attimi concitati, c’era infatti un poliziotto della Mobile che indagò su di lui e sulla ragazzina rapita. E lo ha subito riconosciuto.

