Minacce e botte alla ex, arrestato

21 Dicembre 2017

La prende a pugni e schiaffi, sorpreso a dormire sotto casa sua per controllarla

LANCIANO. Ha continuato a molestare e perseguitare la ex fidanzata nonostante il divieto di avvicinamento. Così si sono aperte le porte del carcere per Alessio D.I., 32 anni, residente in un paese dell’entroterra peligno. Il giovane non si rassegnava alla fine della relazione con la fidanzata, voleva riconquistarla, ma ha scelto i modi peggiori per farlo. Lei, una 30enne frentana, aveva posto fine al rapporto d’amore a settembre, dopo alcuni mesi di convivenza. Per lei la rottura doveva essere una rinascita, il ritorno a una vita serena. E invece è stato l’inizio di un incubo.
L’uomo, infatti, ha iniziato a perseguitarla, minacciarla, molestarla in modo anche violento. La seguiva a lavoro e, scoperta la casa dove la ex era andata ad abitare, il 32enne si era trasferito sotto l’abitazione: dormiva anche in auto per non farsi sfuggire ogni singolo movimento della ragazza. In una circostanza, come ricostruisce la polizia di Lanciano che si è occupata del caso, il 32enne l’ha aggredita colpendola con pugni e schiaffi. La minacciava di morte, la offendeva e in tutto il periodo di separazione l’ha tempestata di messaggi e telefonate. La ragazza, terrorizzata, si è fatta forza e ha denunciato tutto al commissariato di polizia. Le indagini, scattate subito, hanno portato il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ad emettere, il 6 dicembre scorso, il “divieto di avvicinamento alla persona offesa dal reato”. Ma non è bastato a fermare l’uomo. Nei giorni scorsi è tornato alla carica, avvicinando la ex, minacciandola, andando a casa sua di notte e tentando di buttare a terra la porta.
Le richieste di aiuto della donna, rappresentata dall’avvocato Luca Scaricaciottoli, non sono cadute nel vuoto. Martedì sera gli agenti del commissariato sono andati ad arrestarlo su ordine emesso dal giudice Canosa, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Serena Rossi per l’inasprimento della misura precedente con quella della custodia cautelare in carcere. L’uomo sarà interrogato questa mattina: potrà scegliere se parlare con il giudice, spiegare le proprie ragioni o avvalersi della facoltà di non rispondere. (t.d.r.)
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